di Ernesto Santovito
Il triumvirato del Nord. Maroni-Zaia-Toti si oppone alla redistribuzione dei clandestini su tutto il territorio. Lombardia, Veneto e Liguria hanno detto di no. E’ cosa nota. “Se Onu e Europa non intervengono l’Italia difenda i propri confini nazionali bloccando le partenze dalla Libia. Fare la morale stando al fresco e all’aria condizionata seduti in poltrona è facile, ma il mondo reale è un altro. Forse prima di parlare bisognerebbe capire le esigenze degli italiani.”
Si è scatenato l’inferno. Razzismo, egoismo, ostruzionismo. Di tutto e di più. Posizioni note, da una parte e dall’altra. In Italia nessuno cambia mai idea, blocchi contrapposti? Mica vero. Tutti furbi, questo si e per un pugno di voti non ci si ferma davanti a niente. Diamo uno sguardo a come cambiano le posizioni politiche a seconda che siano aperte o chiuse le urne.
I furbetti dei clandestini. Diceva Debora Serracchiani, governatrice del Friuli Venezia Giulia e vicesegretario del Pd ad aprile, poco più di un mese fa. “Una regione piccola come la nostra non può sopportare altri arrivi. Il tetto è stato raggiunto, siamo saturi.”
Eppure la Serracchiani, si era autoproclamata paladina dell’accoglienza “un dovere di coscienza”. per lei erano “incomprensibili” le reazioni degli amministratori locali che si erano rifiutati di ospitare gli afghani accampati lungo l’Isonzo. “Ci vuole coerenza, da parte di un amministratore pubblico” volle sottolineare la governatrice “sia quando sa che incontra consenso, sia quando il consenso non arriva”. Ed ora? E’ ritornata la paladina. “Se domani toccasse ai nostri figli o nipoti mi auguro che dall’altra parte del mare non trovino Zaia, Maroni e Salvini. Se la prendono con l’Europa che se ne frega e si comportano nello stesso modo…”
Coerenza ad intermittenza, e che sarà mai? Ma è un fatto culturale, dirà qualcuno. La sinistra è porte aperte, solidarietà, aggregazione, inclusione sociale. Sarà. Graziano Delrio, attuale ministro delle Infrastrutture, nel 2008 come sindaco di Reggio Emilia disse no alla proposta sempre del ministro Maroni che aveva chiesto di accogliere a Reggio e Correggio 100 migranti sbarcati a Lampedusa. Ed il tutto spalleggiato dall’ex governatore dell’Emilia Romagna Vasco Errani. “Non ci sottraiamo all’accoglienza però queste cose si possono fare solo in condizioni di programmazione e di accoglienza dignitosa, non improvvisando un campo profughi in poche ore.” Cioè più o meno quello che dice oggi il triumvirato Maroni–Zaia–Toti.
Ma torniamo ai giorni nostri. Il candidato a sindaco di Venezia l’ex magistrato Felice Casson del Pd (pur se in vantaggio di dieci punti 38 contro il 28 per cento nel ballottaggio con Luigi Brugnaro) ha detto chiaro e tondo “Che Venezia ha già dato. Basta con migranti…” Insomma canali chiusi agli stranieri.
Un caso isolato? Ma no. Il nuovo governatore della Puglia Michele Emiliano in campagna elettorale non esitò nel dire.
“Mi divide tutto da Matteo Salvini, ma devo riconoscere che egli coglie un aspetto cruciale quando dice che gli immigrati non devono essere trattati meglio degli italiani. Trovo che sia ingiusto, e perfino incostituzionale, immaginare di riservare agli immigrati un trattamento superiore rispetto a quello garantito ai cittadini italiani”.
E il governatore sulla carta della Campania Vincenza De Luca come la pensa? In un post su Facebook il 19 aprile scriveva: “Bisogna mettersi subito al lavoro per creare strutture di accoglienza nel Nord Africa gestite e protette dalle Nazioni Unite e dall’Unione europea. E’ il modo più civile e serio per dare una mano a coloro che realmente fuggono da guerre, miserie e persecuzioni” la posizione della Lega insomma. Ma se provate a sottolinearlo, sicuro vi ritrovereste ricoperti di improperi.
Su De Luca, lo sceriffo, e gli immigrati c’è un episodio molto divertente. Si legge su il Mattino del 13 novembre scorso. I fatti (ricostruiti anche attraverso diversi video girati da testimoni) raccontano che passando davanti a un affollato supermercato del centro, De Luca ha incrociato un nigeriano, una vecchia conoscenza, destinatario di un foglio di via che in cambio di un obolo a piacere, aiutava i clienti a riportare i carrelli della spesa al loto posto. De Luca chiama i vigili chiedendone l’identificazione. A quel punto è scoppiato un parapiglia: il nigeriano cerca di divincolarsi, colpisce al volto uno dei vigili con la folla che prende le difese dell’extracomunitario, facendo andare su tutte le furie il sindaco che si mette ad urlare come un pazzo. ”Siete incivili, aiutate i criminali…”.
Gustoso anche il commento di Francesco Nicodemo, membro della direzione del Pd e responsabili dei comunicatori del partito. “De Luca contro un migrante che dà una mano fuori un supermercato. Ma si candida Matteo Salvini alle primarie in Campania?”. Stiamo parlando di sei mesi fa…














