di Carlo Paolo Visconti
Non solo Oriana. C’è un’altra donna che non ha mai avuto paura di gridare il suo sdegno, di andare controcorrente nel fiume del conformismo del politicamente corretto (“ la forma più radicale di lavaggio del cervello che i governanti abbiano mai imposto ai propri sudditi“) nel tentativo di difendere la cultura del Vecchio e addormentato Continente, nell’alzare il dito contro la sfrenata immigrazione, la retorica della multicultura, dalle facili, insensate molto spesso, accuse di razzismo, la libertà di dire che lo Ius Soli è errore enorme, che è un’usanza di tremila anni fa quando un emigrante arrivava per caso su un terreno che non era il suo e lo si vuole applicare oggi quando riguarda spostamenti di milioni di persone…
Ida Magli ha novanta anni ma ha l’esplosione e la vitalità di una ragazzina in tutti i suoi scritti, tutte le sue opere. Prima antropologa ad analizzare la società europea (e quella italiana ovviamente) seguace del modello culturale (imposto da Franz Boas prima e Alfred Kroebe dopo) ha analizzato con determinazione il rapporto fra Sacro e Potere e soprattutto le fragilità, le debolezze dell’Unione Europea contestandone sin dall’inizio l’unificazione, un progetto considerato non solo fallimentare ma addirittura “mortale” al punto da portare alla fine della civiltà europea. Il suo “La dittatura europea” (insieme a “Dopo l’Occidente” e “Difendere l’Italia”), è la visione di un mondo dove tutto va come non dovrebbe andare, una serie di errori senza futuro.
“Hanno fatto di tutto per uccidere gli europei – ha detto Ida Maglie in un intervista a Libero- Ma nessuno può sostituirli. C’ è stata una volontà precisa: questa immigrazione sregolata è stata utilizzata per uccidere gli europei. Ma, dico, perché ci dobbiamo lasciare uccidere senza un tentativo di reazione? Ripristiniamo i confini! Altri mettono le reti? Facciamo anche noi una rete col filo spinato! Se non avessimo dei governanti che odiano gli italiani… Questa è la verità: non so perché, ma i nostri governanti ci odiano. Dico fino in fondo quello che penso: gli africani non hanno saputo fare nulla a casa loro e non faranno nulla pure qui. Hanno un territorio sconfinato, foreste, fiumi, metalli preziosi e non ne hanno fatto nulla. Una volta uccisi gli europei, non ci sarà più niente. Questo è certo. Solo La Russia può salvarci”.
Libertà di culto, società multiculturali, immigrazione. Integrazione: il problema senza soluzione sembra essere questo. Esplode il terrorismo, il sangue, la mattanza di Parigi. Il risveglio del Vecchio Continente ha rituali che si ripetono. E’ successo dopo la strage del treno a Madrid, quella del metrò a Londra, quella di Charlie Hebdo . Si continua a girare intorno.
“Nella democrazia si ha il diritto, ma soprattutto il dovere, – ha scritto Ida Maglie – di discutere delle religioni. Oggi nessuno ritiene, in nessuna parte del mondo, che le religioni non facciano parte integrante delle culture e delle società. E ogni religione, proprio perché religione (religio è legame fra più individui) non è un fatto privato, né può essere trattato da nessuno, né singoli né governi né istituzioni, come un fatto privato. Prendiamo l’islamismo: organizza tutta la giornata e dunque anche la struttura psicologica. Anche per i cristiani del medioevo funzionava così, in gran parte. I musulmani non avrebbero alcun problema a farci fuori subito. Ma non hanno bisogno di farlo. Noi ci ammazziamo già da soli… E una volta padroni dell’Europa i musulmani “giustamente” ne distruggeranno “l’europeità”, come è sempre successo quando una cultura è subentrata ad un’altra.”
Convivenza, integrazione restano parole vuote? Parigi ci ha rivelato di un terrorismo cresciuto in Europa, nelle nostre periferie, sacche di emarginazione. I mussulmani in Francia sono quasi sette milioni, una nazione. Anche in Italia sono tanti e aumentano ogni giorno. Il Corano è fondato sull’Antico Testamento è agli antipodi del Vangelo e agli antipodi della civiltà in cui viviamo. Chi deve soccombere o, quanto meno, adeguarsi. La domanda è pleonastica. In Italia si discute la presenza del crocefisso nelle aule, ci si preoccupa di non portare i ragazzi ad una mostra sacra, per non urtare la suscettibilità dei non cattolici… E dall’altra parte? “ Non ho mai sentito innalzare la voce della protesta – ha sottolineato Ida Maglie– intervengano i musulmani o i loro giornalisti (non gli imam) sui nostri giornali, nelle nostre manifestazioni, affermino che ritengono sbagliate la giustizia del taglione, le norme sull’inferiorità e l’impurità delle donne, sulla fustigazione degli omosessuali, sulla lapidazione delle adultere, sull’uccisione degli infedeli…” Utopie.











