di Angelo Vaccariello
Il sogno americano. American dream. Sembrava la favola della nuova Fiat, quella di ultima generazione, diventata Fca. Ma non tutte le favole finiscono “con il vissero felici e contenti…” A volte c’è il brusco risveglio americano. Non tanto per l’andamento delle immatricolazioni quanto per le spine che il mercato americano sta riservando ai prodotti della galassia Fiat e per le difficoltà che si respirano in casa Agnelli
Che il mercato Usa fosse particolarmente complesso, Sergio Marchionne lo aveva intuito subito. Lì, ad esempio, non basta fare la voce grossa affinché la politica si pieghi ai tuoi diktat o i sindacati scappino con la coda tra le gambe. Negli ultimi tempi una serie di grane hanno fatto crollare il titolo Fca in borsa. Le indiscrezioni giunte da Oltreatlantico sulla denuncia di un concessionario che accusa Fca di aver falsificato i dati sulle immatricolazioni ha causato un’ondata di vendite su tutti i titoli della galassia Agnelli. In una giornata, Fca, Ferrari e Exor hanno bruciato 1,77 miliardi di euro sommando i 758 milioni di capitalizzazione persi dal costruttore automobilistico (-7,94 per cento a Piazza Affari), i 662 milioni della holding (-7,36) e i 359 milioni del cavallino (-4,62).
Aggiungendo anche i 150 milioni di Cnh la perdita si avvicina ai 2 miliardi. Dopo aver corso a lungo sulla spinta anche dello spin off Ferrari e di una potenziale fusione con Gm, ora Fca e Exor hanno dunque ritracciato bruciando in poche sedute i guadagni dell’ultimo anno.
Tutto questo avviene mentre lo stesso Marchionne annuncia che non ha alcuna idea di andarsene in pensione: non lo farà prima del 2018 lasciando in un angolo John Elkann in attesa di una incoronazione che rischia, di questo passo, di essere più logorante e stressante di quella di Carlo d’Inghilterra.
Una volta gli Agnelli, poi, avevano la Juventus per tirare un po’ il fiato. Era la passione che univa la famiglia intera. Ma da quando il rampollo Andrea Agnelli, presidente del club, ha lasciato la moglie Emma Winter, essendosi invaghito della moglie del suo ex marketing manager Francesco Calvo, il buon John evita accuratamente di farsi vedere allo Stadium. Semplice coincidenza? Alcuni sussurrano che non sia così. Secondo le riviste e i giornali bene informati, in casa Exxor (la finanziaria del gruppo) si sta preparando una successione proprio alla Juve. John , in attesa che accada qualcosa in Fiat, vorrebbe sedersi proprio lui al timone della squadra che fu dell’Avvocato… Anche per recuperare lo stile Juve. Jhon pare non abbia assolutamente gradito il l'”intrigo bianconero” risoltosi con lo scioglimento di due matrimoni e l’allontanamento conseguenziale di un manager di fiducia come Calvo.









