di Adolfo Mollichelli –
Scoppola e sosta. La voglia di riscatto rinviata a metà settembre. E’ tempo di Nations League, il nuovo torneo per nazionali che cade tra Europei e Mondiali e che incide su Euro 2020. Meccanismi complicati ma almeno sono abolite le amichevoli internazionali che non servono a un tubo. Auguri a Mancini (il fighetto di sarriana memoria), ne ha proprio bisogno. Esordio con la Polonia che è di azzurro-partenopeo vestita, poi il Portogallo senza Cristiano Ronaldo. L’obiettivo, non semplice, è vincere il gironcino a tre.
Il campionato si ferma dopo tre turni. Juve in testa da sola, potrebbe essere raggiunta dalla Fiorentina che dovrà recuperare il match con la Sampdoria. Ecco, la Samp di Ferrero che ha stritolato gli azzurri di Aurelio Primo.
Napoli squagliato da Quagliarella e comunque anonimo di suo. Ancelotti incartato da Giampaolo che un fior di tecnico e che era stato contattato da Adl prima che la scelta cadesse sul Carletto pluridecorato, inviso ai mammasantissima del Bayern.
Un tuffo a cufaniello dallo yacht presidenziale nel mare di Capri. Una sciuliata infida sulla panchina di Marassi. Una lezione giampaolina di prim’ordine.
Anche il Giamp prende nota sul taccuino, come Sarri che sta veleggiando in Premier con il suo Chelsea. Aurelio Primo ha discusso col Carletto, tra un tressette e l’altro, sul capolavoro com’era verde la mia valle.
E il tecnico di Reggiolo non l’ha dimenticato ed ecco in campo Verdi nella speranza che si moltiplicassero le valli che portano alla fattoria del successo. Nisba, anche per l’evanescenza di Insigne che fino a poco tempo fa era Lorenzo il magnifico.
Poi, ci si è messo pure Albiol, fresco di ritorno nella Roja, e i cerchiati hanno fatto blu gli azzurri. Il Napoli ha perso due volte: tatticamente e psicologicamente. Proteste continue e falli in numero maggiore di quelli subiti, con il beneplacito di Massa arbitro scorrevole, nel senso che ha lasciato correre troppe volte. E meno male che Allan c’era, a combattere quasi da solo. Mentre la Samp era in undici davvero. E con Quagliarella in vena di prodezze, come spesso ha fatto nella sua brillantissima carriera condita da 128 reti che non sono bruscolini.
A Napoli non fu capito, anzi fu osteggiato, poi gli chiesero scusa: le note vicende extracalcistiche. La perla di tacco del Fabio di Castellammare ha fatto morire d’invidia perfino CR7 che ha chiesto al suo entrourage chi fosse quel FQ27 che s’era permesso una giocata simile, da extraterrestre.
Credo che Ancelotti stia ragionando sulle percentuali: cinquanta di quanto aveva insegnato Sarri e cinquanta di mio. Troverà la quadra, prima o poi. Da parte mia, nessun consiglio. Non l’ho mai fatto e mai lo farò. Però, quante stupidate leggo e ascolto da consigliori per forza e presunti tecnici mancati.










