Se il Trovatore è peggio persino del Fidelio…

di Paolo Isotta

La stagione lirica del San Carlo di Napoli si è aperta con un Trovatore di Verdi. Ho già espresso l’auspicio che i responsabili dell’attuale gestione col 31 dicembre lascino i loro posti; lo ribadisco con maggior forza dopo questo spettacolo: essi hanno scritturato un regista che ha prodotto un allestimento efferato, peggiore persino del Fidelio della Scala, con mimi e danzatori che doppiano l’azione, la quale ovviamente è spostata in un Novecento che fa pensare alla guerra di Spagna. Le monache danzano anch’esse; fra gli zingari dell’accampamento non manca Rigoletto. Tale regista si chiama Michal Znaniecki; viene dalla Polonia e noi lo paghiamo.

Perché riproporre vecchi articoli, reportage, interviste? Volando alto con Giorgio Manganelli, scrittore, giornalista potremmo dire che “una civiltà letteraria non è fatta di letture, è fatta di riletture”. Più semplicemente il ripresentare alcuni articoli rappresenta una grande opportunità. Un modo per scoprire giornalisti o protagonisti di un’altra generazione, di conoscere o ricordare fatti, dimenticati. Per riproporre interviste e reportage dei giorni nostri.

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Paolo Isotta

Nicola Luisotti  concorre con un Gianandrea Noseda per il secondo posto assoluto (il primo è saldamente tenuto da Daniele Rustioni) quale più ridicolo sul podio che abbia mai visto.

Nicola Luisotti

Nicola Luisotti

 

Occhio a parte, egli dirige Il Trovatore con lo stesso gusto col quale cent’anni fa le signorine settantenni nel salotto della mamma novantacinquenne (“Sa, mia figlia è così sensibile che non ha mai trovato l’anima gemella! Ma vedrà come suona!”) interpretavano La preghiera d’una vergine. Certe cose, inoltre, sono assolutamente intollerabili: i comprimari allo sbando: il Recitativo Compagni, avanza il giorno senza ombra di ritmo: e Luisotti sorride compiaciuto.

Michal Znaniecki

Michal Znaniecki

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Marco Berti

Marco Berti

La protagonista è Lianna Haroutounian. E’ un buon soprano lirico-leggero che offre una rispettabile prestazione; dice bene il Recitativo; la sua debolezza nei centri rende  difficoltosa la Cabaletta Di tale amor che dirsi per via del Mi bemolle e del Fa. Ottima è Ekaterina Semenchuk quale Azucena. Il Manrico di Marco Berti pare un’antologia di tutti i possibili difetti tenorili. Il Conte di Juan Jesùs Rodriguez sarebbe buono se l’artista trovasse un concertatore in grado di reimpostargli la parte ex imo. Modesto il Ferrando di Carlo Cigni.

Con l’occasione ricordo che il più bel Trovatore da me ascoltato è la registrazione di una recita giapponese del 1963 diretta dal sommo Oliviero de Fabritiis: con Antonietta Stella,  Ettore Bastianini e Gastone Limarilli.

(Paolo Isotta, il Corriere della Sera)

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