di Antonio Polito
In campagna elettorale era stato un susseguirsi di proclami. La Severino non si può applicare a De Luca. Un mantra ripetuto fino all’infinito. Invece è stato puntualmente smentito dal presidente del Consiglio. Ora aspetta un decretino ad personam, per poter varare un governo regionale fantoccio. La legge di Murphy dice che se una cosa può andar male, andrà male. Infatti…
Perché riproporre vecchi articoli, reportage, interviste? Volando alto con Giorgio Manganelli, scrittore, giornalista potremmo dire che “una civiltà letteraria non è fatta di letture, è fatta di riletture”. Più semplicemente il ripresentare alcuni articoli rappresenta una grande opportunità. Un modo per scoprire giornalisti o protagonisti di un’altra generazione, di conoscere o ricordare fatti, dimenticati. Per riproporre interviste e reportage dei giorni nostri.
E chi gliel’avrebbero mai detto a Vincenzo De Luca che un giorno sarebbe potuto diventare destinatario di una norma ad hoc, a lui dedicata, come il decreto Conso agli albori di Tangentopoli, come la legge Cirielli ai tempi di Berlusconi? E, soprattutto, quando mai Matteo Renzi, il castigatore della vecchia politica, avrebbe potuto immaginare di dover varare un «decreto De Luca» pur di salvare la Regione Campania dal caos istituzionale?
Eppure è quello che sta accadendo. Il problema giuridico è presto detto. Stabilito che De Luca sarà certamente sospeso dalla carica che ricopre (per ora solo formalmente, visto che non ha ancora potuto firmare neanche un atto che sia uno), non è chiaro però se la sospensione avrà vigore dal momento della proclamazione, già avvenuta, o dal momento in cui sarà notificata dal governo. Nel primo caso, ogni atto del presidente sarebbe nullo, compresa la nomina del suo vice e futuro sostituto; e allora si creerebbe un vuoto di potere che il nostro diritto pubblico non contempla, il che può portare a nuove elezioni. Nel secondo caso, invece, De Luca si trasferisce nelle vicinanze di Palazzo Santa Lucia e da lì telecomanda un governo fantoccio, come già fa a Salerno dove è decaduto da sindaco e ha consegnato lo scettro di vice al suo capo staff (se poi Kim-Il-Vincenzo metterà anche un figlio in giunta comunale e candiderà l’altro rampollo a sindaco tra un anno, il modello coreano sarà completo).
È probabile che Renzi non possa fare altro che salvare la capra per salvare anche i cavoli. Ma ciò che sta avvenendo dimostra che De Luca ha mentito ai cittadini durante la campagna elettorale, per far loro dimenticare la sua peculiare condizione di condannato e di futuro sospeso. Egli infatti ha prima sostenuto che sarebbe stato rapidamente rimesso al suo posto dal Tar, così come era avvenuto dopo la sospensione da sindaco a Salerno; e invece la Cassazione l’ha smentito togliendo questo potere al Tar. Poi ha sostenuto che la Severino non si poteva applicare al suo caso; e invece il presidente del Consiglio ha pubblicamente assicurato che anche a lui la applicherà. Poi ha promesso che per il primo luglio sarebbe stato nel pieno delle sue funzioni, e invece fino a ottobre, quando si pronuncerà la Consulta, e forse per un anno e mezzo se quel verdetto gli sarà sfavorevole, vivrà in una sorta di clandestinità politica.
La legge di Murphy dice che se una cosa può andar male, andrà male. Gli elettori campani l’hanno forse sottovalutata, fidandosi troppo di De Luca.
(Antonio Polito, Corriere del Mezzogiorno)









