L’uomo del No ha vinto con il Si

di Ernesto Santovito

Nai. Questa volta la Grecia parlamentare ha detto Si. Via libera alle riforme urgenti, timbrato il passaporto per continuare il negoziato del terzo piano di aiuti richiesto dalla Grecia al fondo Esm. Un calvario. Un voto della disperazione.

Fuori dalle aule parlamentari è stata una giornata intensa, di scioperi e manifestazioni, di lotta e di rabbia. Di dolore. E’ stata anche una giornata di scontri, molotov, battaglia. Sono le due facce di un Paese allo sbando che in due settimane si ritrova ad inseguire due sogni diversi. Totalmente diversi. Sempre con lo stesso leader. Ma può davvero Tsipras essere il condottiero della lotta all’austerity e poi l’alfiere del piano presentato da Schäuble?

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Alexis Tsipras

Secondo il premier greco si. “A chi pensa che io sia stato ricattato, e come hanno scritto tanti media nel mondo rispondo dicendo che nelle 17 ore di Bruxelles avevo di fronte  tre alternative: o l’accordo, o il fallimento con tutte le conseguenze, o il piano per una moneta parallela. E fra le tre alternative, ho fatto la scelta di responsabilità. Sono convinto che firmerò la proposta dei nostri avversari, per poter aiutare il mio popolo ad avare un futuro migliore.”

Così Tsipras l’uomo del no nelle piazze, ha vinto in Parlamento con il si. E ora non ha più un suo partito. Ben 109 membri  su 201 del comitato centrale di Syriza, si sono detti contro l’accordo stipulato con l’eurozona.

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Greece Bailout

Atene manifestazione e scontri

L’ex ministro delle finanze greco Varoufakis, l’uomo della rottura delle trattative con l’Eurozona ha equiparato “l’accordo sulla Grecia trattato di Versailles”.  Il vice ministro greco delle Finanze Nantia Valavani, anch’essa dimissionaria, in una lettera al primo ministro ha sostenuto che con questo accordo la Germania ha inteso “umiliare completamente il governo e il paese”.  Inoltre, la Valavani afferma che la “capitolazione” concordata dal governo greco non consente alcuna prospettiva per una ripresa e che “questa soluzione particolare, che viene eseguita in modo così deprimente, non è una soluzione sostenibile”.   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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