di Ernesto Santovito
La Grecia è come una roulette. Gira la ruota, e si rimette tutto in gioco. La ruota sono le elezioni o i referendum, il voto popolare. In diretta tv Alxis Tsipras ha annunciato le sue dimissioni. “Mi dimetto, ora tocca a voi decidere . Il popolo deve prendere il potere nelle sue mani, deve decidere se siamo riusciti a portare il paese su una strada positiva, voi dovete decidere se siamo in grado di portare il paese all’uscita dalla crisi”. La Grecia è il contrario dell’Italia, ad Atene si vota in continuazione. In Italia mai. L’ultima volta si è votato in Grecia il 25 gennaio, meno di sette mesi fa. E poi c’è stato anche un clamoroso referendum…
Tsipras lascia? No raddoppia. Ed è per questo la nuova convocazione dei cittadini alle urne (20 settembre). “Ho la coscienza a posto, ho combattuto per il mio popolo”, ha detto ancora Tsipras che ha già rimesso il mandato al presidente della Repubblica Prokopis Pavlopoulos.
“Mi dimetto – ha aggiunto Tsipras – perché ho esaurito il mandato che mi è stato dato nelle elezioni di gennaio”. La verità è che non ha più una maggioranza, il precipitare della situazione è la risposta del Premier greco alla spaccatura che si è creata dentro il suo partito, Syriza, dopo l’approvazione del terzo piano di salvataggio da 86 milioni passato in parlamento con i voti dell’opposizione. Syriza ha 149 seggi su 300 e i “dissidenti” sono 44 . Il ministro dell’Ambiente, Panos Skourletis mette i dito nella piaga: “nessuno può ignorare che il governo del primo ministro Alexis Tsipras ha perso la maggioranza alle ultime votazioni in Aula”.
Syriza si è andata sregolandosi. La rottura fra Varoufakis e Tsipras ha fatto implodere il partito, la lunga notte del referendum sconfessato è stata decisiva. Eppure sembrava che Tsipras e Varoufakis viaggiassero in perfetta sincronia, assolutamente in sintonia sulla politica economica.
“Prima che vincessimo le elezioni, Alexis Tsipras mi aveva dato luce verde per un piano B”, ha spiegato recentemente Varoufakis. “ Chiamai James Kenneth Galbraith e con lui programmammo di “hackerare il programma software dell’Agenzia delle entrate per copiare i codici in un grande computer allo scopo di disegnare e implementare un sistema di pagamento ombra. Ciò serviva per scavalcare le banche e soprattutto la Banca centrale europea. Potevamo estendere il sistema agli smartphone attraverso un’applicazione – aggiunge Varoufakis – e sarebbe potuto diventare un meccanismo finanziario parallelo da convertire nella nuova dracma”.
Ma poi, si sa, è andata diversamente. Tsipras decise di trattare con l’Ue, lacrime e sangue, privatizzazioni, vendite. Ora siamo all’ennesimo nuovo capitolo. Riazzerata Syriza si riparte con Tsipras. Il voto sarà una sorta di referendum sul Premier, appare chiaro. Intanto la Borsa di Atene ha chiuso in calo all’annuncio delle dimissioni. L’indice Ase ha ceduto il 3,52 per cento portandosi a 651,56 punti. La Banca Centrale Europea conferma il pagamento dei debiti da parte di Atene, dopo l’erogazione della prima tranche di aiuti per 13 miliardi da parte dell’Esm.
Con le dimissioni di Tsipras la Grecia avrà, sia pure ad interim, il primo premier donna, la presidente della Corte Suprema Vassiliki Thanou–Christophilou. La legge greca infatti prevede che per convocare il voto anticipato il premier si dimetta e in questo caso deve essere il magistrato che guida il massimo organismo giuridico del Paese a guidare il governo provvisorio fino alle nuove elezioni. In carica dal primo luglio scorso, la 65enne giudice era stata in precedenza vicepresidente della Corte Suprema e presidente dell’Associazione dei pubblici ministeri greci.









