di Ernesto Santovito
Da Calciopoli a Fatturopoli il passo è breve, brevissimo. Anzi nessuno. L’indagine è sempre della Procura di Napoli (condotta dai pm Danilo De Simone, Stefano Capuano e Vincenzo Ranieri coordinati dal procuratore aggiunto Vincenzo Piscitelli) che ormai ha imparato a mettere le mani nel calcio sporco. L’inchiesta, a cui è stato dato il nome di “Fuorigioco” riguarda l’ipotesi di frode fiscale nei contratti dei calciatori.
La Guardia di Finanza ha eseguito perquisizioni e sequestri (beni per 12 milioni di euro) nei confronti di 64 persone, tra queste dirigenti di squadre di calcio di serie A e B, procuratori e calciatori. I reati contestati sono evasione fiscale e false fatturazioni. In poche parole I procuratori fatturavano in maniera fittizia alle sole società calcistiche le loro prestazioni, facendo credere che l’opera di intermediazione fosse resa nell’interesse esclusivo dei club e non dei loro assistiti. I club così approfittavano dell’indebito vantaggio di potersi completamente dedurre dal reddito imponibile queste spese, beneficiando anche della detrazione dell’imposta sul valore aggiunto relativa alla pseudo prestazione ricevuta in esclusiva.
Tra gli indagati il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis, l’ad del Milan Adriano Galliani, l’ex dirigente della Juventus, oggi al Psg, Jean-Claude Blanc, il vicepresidente e amministratore delegato della Fiorentina Andrea Della Valle, il presidente della Lazio Claudio Lotito, il presidente del Palermo Maurizio Zamparini. Fra i procuratori spicca il nome di Alessandro Moggi, il figlio di Luciano Moggi.
L’inchiesta è nata a Napoli quattro anni fa quando la Guardia di Finanza, nelle sedi del Napoli e della Figc, acquisisce i contratti di Ezequiel Lavezzi, ceduto dal Napoli al Paris Saint Germain e del quasi sconosciuto attaccante argentino Cristian Chavez, una meteora del calcio italiano. I primi sospetti nacquero nel corso di alcune intercettazioni nell’ambito di una inchiesta su una serie di rapine e furti che avevano visto coinvolti alcuni calciatori del Napoli.
Partendo dai due calciatori del Napoli nove mesi dopo, i finanzieri si presentano nelle sedi di 41 società di serie A e B per acquisire ulteriore documentazione. E quella che sembrava un’anomalia, si scopre essere un fenomeno generalizzato e diffuso.
Dal punto di visto sportivo questa volta non dovrebbero esserci nessuna ripercussione. Ancora una volta, per fare chiarezza è dovuta intervenire la magistratura ordinaria. Ennesima conferma che i sistemi di autocontrollo del mondo del calcio risultano inadeguati ed inefficienti.
Il Napoli non ha rilasciato alcuna dichiarazione sulla vicenda. Il presidente Aurelio De Laurentiis però si è reso protagonista di un increscioso episodio in un incontro con i giornalisti per il suo ultimo film “L’abbiamo fatta grossa”.
Quando dopo aver parlato del film la giornalista Rai Valentina Tocchi (che lavora per il Processo del Lunedì) ha fatto una domanda sul calcio la reazione del presidente del Napoli è stata sproporzionata ed irrefrenabile, uno sfogo assolutamente incomprensibile. “Non voglio mischiare gli attori col calcio – ha urlato De Laurentiis – ma come cazzo ve lo devo dire, Porca puttana”.
Molti hanno ripreso la scena con i telefonini, ed il video su Facebook in breve è diventato virale. Insomma De Laurentiis ancora una volta, davvero, l’ha fatto grossa…











