di Ettore Lupo
I nuovi criteri di ripartizione del fondo di finanziamento ordinario 2014 del Miur prefigurano (se confermati) se non proprio una rivoluzione di certo una serie di profondi cambiamenti nella suddivisione delle risorse tra gli atenei.
E’ in vigore da un mese la legge di conversione del “decreto pubblica amministrazione”, che si occupa anche del reclutamento dei docenti, della didattica e dello status del personale. Vediamo quali sono alcuni dei maggiori cambiamenti.
Professori C’è stato il nulla osta del Miur che ha sancito la chiamata diretta dei docenti da parte degli atenei. Questo vuol dire che non sarà più necessario il parere di una commissione nominata dal Cun. L’organo che si pronuncerà preventivamente sarà la commissione per l’abilitazione scientifica competente per il settore. Il parere dovrà essere emesso entro trenta giorni dalla richiesta.
Turn over Per gli atenei continua ad applicarsi la disciplina in vigore prima del “decreto PA”: turn over pari al 50 per cento per l’anno in corso e per il 2015, 60 per cento per il 2016, 80 per cento per il 2017 e 100 per cento a partire dal 2018.
Servizio E’ stata eliminato la facoltà, per tutte le categorie del personale universitario, di chiedere la permanenza biennale in servizio oltre i limiti di età per il collocamento a riposo. I trattenimenti in servizio già efficaci al 25 giugno scorso (data dell’entrata in vigore del decreto legge) si dovranno concludere al massimo entro il 31 ottobre. I prolungamenti disposti in precedenza i quali, al 25 giugno, non erano ancora efficaci sono revocati.
Rapporto di lavoro L’ateneo di appartenenza può disporre, in via unilaterale, la fine del rapporto di lavoro per il personale che maturi i requisiti di anzianità contributiva per il pensionamento: la risoluzione unilaterale è divenuta un’opzione permanente per le amministrazioni pubbliche. Tra le categorie esentate, però, c’è quella dei professori universitari, i quali dunque non sono toccati da questa disposizione.
Scuole di specializzazione mediche Il decreto con con cui viene ridotta la durata dei corsi di formazione specialistica verrà pubblicato da Miur entro il 31 dicembre 2014. La modifica dell’ordinamento didattico entrerà in vigore con l’approvazione del bando di concorso 2014/2015, che dovrebbe uscire entro febbraio del prossimo anno. Nessuna variazione invece per gli specializzandi che intendono concorrere ai posti previsti dal bando 2013/2014, pubblicato lo scorso agosto: le prove si terranno a fine ottobre, e i vincitori saranno gli ultimi (salvo proroghe) a iscriversi alle scuole secondo l’attuale ordinamento. Confermato lo stanziamento di risorse aggiuntive per 47,8 milioni per il triennio 2014-2016, che permetteranno di aumentare i posti a concorso.
Abilitazione Molte sono le modifiche che incideranno sui meccanismi dell’abilitazione scientifica. Fra le altre è stato deciso che la durata dell’abilitazione venga portata a sei anni. Le domande non dovranno più rispettare termini di presentazione prestabiliti; verrà invece definita una scadenza inderogabile entro la quale ogni domanda dovrà essere valutata. Viene individuato inoltre un orizzonte temporale preciso per la nuova procedura di abilitazione scientifica 2014: il termine per l’indizione è il 28 febbraio 2015, previa revisione del dpr 222/2011. Chi non è riuscito a ottenere l’abilitazione nelle tornate 2012 e 2013 potrà presentare una nuova domanda solo dall’1 marzo 2015. E’ stata poi prorogata al 30 giugno 2015 anche la scadenza per le chiamate di professori associati relative al piano straordinario 2012/2013.










