di Franco Meda
Vorrei ma non posso. Il ministero dello sviluppo conferma l’importanza del Ponte sullo Stretto ma non conferma anche l’impotenza. Si va avanti alal giornata. Domani è un altro giorno…
Il ministro per le Infrastrutture Maurizio Lupi. “Il Ponte sullo stretto per me è e resta un’opera strategica”. Bene, meno male va se è strategica per il ministro competente in materia vuol dire che si fa. Del resto come ha scritto Sergio Romano. “ Se il ponte si farà, come si augurano gli italiani di buon senso, i treni del futuro, come quelli che già sono in servizio in Francia, in Spagna e in Giappone, accorceranno la distanza tra Palermo e Milano e Monaco e Berlino e le altre città europee. Altro che opera faraonica. Il Ponte potrebbe essere la grande occasione per l’intera Sicilia. Per questo, temo, non verrà mai costruito ”. Bene, quindi il Ponte è la grande occasione anche per la Sicilia, bene. Quindi si fa…
No, non si fa. “In questo momento, per questo governo e per la situazione nella quale ci troviamo, la realizzazione del Ponte sullo Stretto non è una priorità strategica”. E’ sempre Lupi che parla. Quindi ricapitolando, quello che è strategico per il ministro non è strategico per il suo governo. Insomma strategie contro, se non si corresse il rischio di far apparire tutto uno scioglilingua.
“È inutile girarci attorno: non sono state allocate nuove risorse, né poteva essere fatto. Io non ho cambiato idea, la mia posizione è sempre stata nota ma in questo momento è giusto dire che, al di là delle posizioni personali, la situazione è quella che è. Il Parlamento ha disciplinato, in mancanza del rispetto di certe fasi procedurali, la caducazione di tutti gli atti che regolano i rapporti di concessione. In particolare – ha spiegato Lupi – gli atti concessori sono decaduti dal 1 marzo del 2013, non avendo le parti stipulato a quella data, un apposito atto aggiuntivo”.
“Dal governo -ha aggiunto il ministro per le Infrastrutture – è arrivata la messa in liquidazione per la società Ponte sullo Stretto di Messina. È evidente che questi atti esistono e io non intendo in alcun modo fare finta che non esistano o aggirarli. Il problema della discussione non è più sul piano formale. Abbiamo un contenzioso aperto che tutti conosciamo e la discussione su un atto risarcitorio che non sappiamo a quanto ammonterà. Il concessionario si è detto eventualmente disponibile, a fronte di una nuova ripresa del percorso, a considerare il riavvio del progetto. Ma queste sono solo ipotesi ma che non sono la linea del governo”.
Ha proprio ragione Angelo Panebianco quando ha scritto relativamente al Ponte che “ in questo strano Paese se una cosa è giusta è destinata a non essere fatta “.








