Quando il gol è Bueno…

 di Ernesto Sansovito

Noi fossimo stati al posto di José María Callejón Bueno sulla maglietta numero 7, ereditata da Cavani, avremmo scritto Bueno.

Quale miglior brand per un’annata sino ad ora decisamente esaltante, con dieci gol realizzati (quanti Balottelli) e un impatto felice e vincente sul calcio italiano che lo ha ben presto collocato fra i protagonisti. Il Napoli ha battuto la Roma e si è avvicinato ai giallorossi, proprio grazie ad uno straordinario colpo di testa di Callejon, decisamente il migliore degli azzurri, con quei lampi maligni sempre finalizzati alla conclusione, al tiro in porta.

Chi lo conosce bene, dice che il ragazzo soffre di saudade. Non della Spagna ma di suo fratello Juan Miguel, anch’egli calciatore, che gioca lontano, nel Bolivar in Bolivia. “Fino all’età di ventuno anni siamo sempre stati uno al fianco dell’altro, ogni giorno. Chi non ha fratelli gemelli non può capire. Poi è arrivato il distacco, ora possiamo vederci soltanto in estate e a Natale. Mi manca Juan Miguel spesso mi capita di sentirmi un po’ triste”.

Ma in una serata col profumo di Champions non c’è tempo per le nostalgie. Il Napoli ha ottenuto una vittoria molto importante e ridotto il distacco a soli tre punti (anche se la squadra di Garcia ha una partita in meno). I giallorossi sono, insomma, a portata di vittoria. Per completezza bisogna dire che il Napoli per conquistare il secondo posto deve arrivare sopra la Roma perché a parità di punti i giallorossi sono in vantaggio con gli scontri diretti (2-0 e 0-1).

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Garcia e Benitez

Mettetela come volete ma questa era anche la partita di Benitez e Garcia, sfida nella sfida,due new entry, due allenatori praticamente al debutto nel nostro campionato (anche se Benitez s’era fatto quattro mesi disgraziati alla guida dell’Inter). Pur se ci sono buoni rapporti (il giovane Garcia alle prime armi andò a fare dieci giorni di stage al Valencia allenato da don Rafé) i due non si sono risparmiati frecciate velenose soprattutto, ma non solo, in occasione della doppia sfida di semifinale della coppa Italia. Cosa serve per battere la Roma? Un gol legale più di loro..” tuonò Benitez, il vulcano buono. “Che serve per battere il Napoli? Quello che abbiamo fatto due volte all’Olimpico” replicò il francese che ha la faccia di Gianni Morandi. La vittoria di stasera ha portato tutto in parità dopo quattro partite. Il bilancio, infatti, considerando campionato e Coppa Italia, vedeun pareggio per quanto riguarda le vittorie, due per il Napoli, due per la Roma. In pratica chi ha giocato in casa ha vinto. Conteggio dei gol 6 a 5 per il Napoli.Tre punti (con una partita in meno) in più per la Roma in campionato, passaggio alla finale di Coppa Italia per il Napoli. La partita l’ha fatta la Roma ma la vinta il Napoli. Il 63 per cento di possesso palla dei giallorossi fotografa come sono andate le cose. Una partita divertente, anche se non esaltante che è stata vista da Andorra alle Mauritius, dal Vietnam al Canada, passando per Lesotho e Papua Nuova Guinea.Tra i 43 broadcaster accreditati ci sono, Canal+, Bein Sport, Espn e Fox Sports. Solo Rai International ha coperto 119 Paesi. Insomma una grande vetrina. La migliore battuta della serata siglata da Don Rafè. “Siamo gli unici ad aver battuto la Roma due volte”. Si ma incontrandola quattro volte. E perdendo due don Rafè…

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