Cacciatori di voti
Che cosa lega
Lauro e Renzi

di Bruno Buonanno

E’ un governo giovane-giovane e ancora in luna di miele. Per questo a Matteo Renzi amici e avversari inviano solo una serie di consigli. “Parla troppo anche in conferenza stampa”, “ha mille idee, è difficile seguirlo”, “vediamo dove troverà i soldi per far ripartire lavoro ed economia”.

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Lauro e il pupazzo Lauro

Il primo colpo di cui parla con fiero orgoglio il Pd, a cominciare dal capo del governo, è già in canna. Pronto a colpire circa dieci milioni di italiani con un ricco benefit da 80 euro al mese. Attenzione, però. Soldi, ma non per tutti, ricorda Renzi. Questo finanziamento mensile è destinato ai lavoratori italiani che guadagnano meno di millecinquecento euro al mese. Novità raccontata anche in televisione insieme con l’annuncio che entro settembre saranno pagati 68 miliardi alle aziende che vantano crediti dalla pubblica amministrazione. Allo scetticismo di Bruno Vespa, una battutina del premier con il conduttore di Porta a Porta che ha scommesso di fare un bel tragitto a piedi, in caso di mancato pagamento dei crediti. “Vespa, cominci a comprare le scarpe da trekking…”
Dietro le novità di Renzi, anni di studio della politica italiana. E si scopre che il premier, gira gira, prende esempio da Napoli. Chiamiamolo anche lui, se ci fa piacere Comandante. Perché gli 80 euro promessi dal Capo del governo da fine maggio (manco a farlo apposta solo un po’ dopo le elezioni europee) prende esempio dal grande Achille Lauro, il vero “Comandante”.

Un comizio di Lauro a torino

Un comizio di Lauro a Torino

Lauro negli anni ’50 e ’60 fu validissimo leader del partito monarchico e al tempo stesso criticatissimo sindaco di Napoli perché il Comandante, secondo gli oppositori, fissò la sua solidissima base elettorale in Campania con cadeau che “convincevano” migliaia di persone a presentarsi ai seggi per confermare il loro voto al Comandante e al suo partito, quello monarchico.

In cambio prima delle elezioni – questo il fantasioso racconto che per anni ha riempito l’Italia – una serie di regali. In particolare scarpe. La prima, si riferiva, consegnata alla vigilia delle elezioni, la “compagna” a spoglio avvenuto. Achille Lauro in realtà faceva molto di più. Altro che consegne di scarpe ancora senza compagno: costruiva case, rivoluzionava Napoli con alloggi popolari che crearono interi rioni, incaricò ingegneri, architetti e costruttori amici perché rimboccandosi le maniche non solo costruissero a Napoli una nuova piazza Municipio, ma anche tanti palazzi in operazioni che, allora e dopo, hanno ispirato lo splendido film “Le mani sulla città”.
Non c’erano auto blu negli anni ’50 e ’60. Ministri e capi di Stato maggiore non viaggiavano in blindate Maserati (vedi quelle da poco vendute dal governo) pagate dallo Stato, ma il parco macchine del Comandante splendeva nel cortile della sua villa in via Crispi: berline e coupee della Mercedes, eleganti Lancia Flaminia con cui Achille Lauro, il monarchico sindaco-onorevole, raggiungeva il Parlamento. La favola della scarpa offerta agli elettori era smentita dalle mille possibilità che il Comandante aveva per assicurare lavoro.

Il giro di campo di Lauro allo stadio

Il giro di campo di Lauro

Nella Flotta Lauro, nel calcio Napoli, nel Comune, lavorando per il quotidiano Roma o nei mille cantieri che riempivano la città, all’epoca in splendida ripresa. Truffa, imbrogli, speculazioni, raggiri di un anziano monarchico che ogni domenica nello stadio Collana con i giri di campo accanto al “ciuccio” del Napoli veniva acclamato da migliaia di tifosi.

Il lavoro del Comandante mise in difficoltà tutti i partiti. Repubblicani, socialisti, monarchici, comunisti e perfino la vecchia Dc che provò a imitarlo con pacchi regalo donati ogni anno ai cittadini da “Bontà di Napoli”. Ci pensava “Il Mattino”, quotidiano rivale del “Roma” di Lauro. Fu messo a punto uno staff organizzativo della raccolta dei fondi offerti dai cittadini e organizzata in concorso con il Banco di Napoli che, all’interno de Il Mattino, faceva capo al commendatore Barone.
E Matteo Renzi che c’entra? Con i suoi 80 euro prova a prendere spunto, circa sessant’anni dopo, anche dai criticati successi del Comandante. Il Pd di oggi ancora ricorda con orrore le vittorie di Achille Lauro e i suoi offensivi e criticatissimi regali per tenere vicini gli elettori, anche se ora tifa per il premier.

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Renzi e Padoan

Pina Picierno giovane e graziosa leader elettorale in Campania del partito che Silvio Berlusconi ancora definisce “comunisti” ricorda agli italiani che con gli 80 euro che il governo metterà a disposizione di circa 10 milioni di italiani si darà una svolta alla crisi. “Altro che elemosina, con 80 euro si fa la spesa per due settimane”, ricorda la leader del Pd per le votazioni europee in Campania. Le fanno eco ministri giovani e anziani del governo: sono, ed è ovvio, tutti con lei e con il premier.

Combo Pelu Renzi

Pilù attracco rock a Renzi

Anche se costantemente il loro ottimismo viene contestato dai 5 Stelle e da leader della canzone come Piero Pilù che, perfino, durante concerto del Primo maggio ha etichettato gli 80 euro promessi dal governo un’elemosina. Fra Achille Lauro e Matteo Renzi la differenza resta enorme. Il primo era in prima linea nella navigazione da crociera e da trasporto, editore, presidente del Calcio Napoli,oltre che sindaco di Napoli e parlamentare. Renzi è il guizzante figlio di un toscano, grossista di giornali, che l’ha “assunto” nella sua azienda dandogli all’epoca l’opportunità di dedicarsi alla vita politica con un adeguato rimborso ottenuto dal Comune di Firenze.

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