di Carlo D’Amato*
Il presidente del Consiglio Matteo Renzi è indubbiamente il vincitore indiscusso di questa campagna elettorale.
Quali i fattori di questo successo? L’età, la spregiudicatezza ,la capacità di comunicare, la preoccupazione di un popolo disperato di fare un salto nel buio con un Grillo urlante, l’interdizione del Leader di Forza Italia accuratamente e scientificamente preparata ,l’assenza nel Centro destra di personalità carismatiche in grado di tenere unito il popolo dei moderati . Non prevedo il futuro, ma sulla scorta di quanto fin qui è successo tenterò di delineare gli scenari possibili in Europa ed In Italia.
Il successo degli Euroscettici costringerà Bruxelles a rivedere alcuni fondamentali della politica economica per consentire agli Stati una maggiore autonomia nella definizione di strategie utili a combattere la crisi, a correggere, inevitabilmente, l’atteggiamento sulla grave e tragica vicenda dell’immigrazione che non può essere lasciata solo ed esclusivamente sulle spalle, peraltro, gracili del nostro Paese. L’essere l’Italia il Paese che presiederà il prossimo semestre, è indubbiamente un’occasione in cui, grazie alla larga messe di consensi ottenuti Renzi potrà cogliere risultati importanti. Il successo della Lega (con il preannunciato referendum sull’euro) e degli euroscettici sono una spina nel fianco che può essere rimossa solo con cambiamento tangibile della politica europea.
Per quanto concerne l’Italia, a mio avviso Renzi non ha alternative, deve richiedere le elezioni che il Presidente della Repubblica non faticherà a concedergli. E ciò perché in politica c’è una regola fondamentale che quando si vince bisogna andare fino in fondo. Quale migliore momento, infatti ,invocando l’esigenza delle riforme e del cambiamento per sbarazzarsi definitivamente della vecchia nomenclatura dell’ex Pci, accentuare la crisi del Movimento 5 stelle in cui il vento di scissione riprenderà a spirare con vigore all’interno dei gruppi Parlamentari alla Camera e al Senato ,liberarsi dei condizionamenti di Partiti pressoché ininfluenti e scarsamente rappresentativi presenti nell’attuale compagine governativa, togliere ogni velleità al Centro Destra di essere alternativa di Governo relegandolo ad un ruolo di opposizione opaco e duraturo,attesa la mancanza di leadership alternative ad un Berlusconi ormai non più in grado di offendere per i motivi noti accentuati dall’età del personaggio. Insomma si prefigura una lunga supremazia renziana in attesa che sgombrato il campo da un proporzionalismo velleitario ed inconcludente, con una riforma elettorale adeguata e realistica si prefiguri uno scenario di bipartitismo politico e di governo nell’interesse del nostro Paese.
(sindaco di Napoli dal 1984 al 1986)







