Aspettando il Jobs act
Il lavoro questo sconosciuto

 di Alberto Toro

Le cifre sono impietose. Drammatiche. Il lavoro questo sconosciuto. Si continuano a battere record negativi, il domani è sempre peggio dell’oggi.  Nel primo trimestre dell’anno il tasso di disoccupazione ha toccato il massimo dal 1977. Stesso record per quella giovanile che da 37 anni non raggiungeva certi livelli.

Nel 1977 per superare la grave emergenza si attuò una politica di austerity che portò ad un decreto legge che abrogò le festività dell’Epifania, San Giuseppe (19 marzo), l’Ascensione, il Corpus Domini, i Santi Pietro e Paolo (29 giugno), nonché la Festa Nazionale del 2 giugno e la festa del 4 novembre. Noi aspettiamo il Jobs act e ci teniamo le feste, servirà pregare evidentemente….

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L’Istat, ci fa sapere che il tasso di disoccupazione, in crescita da 11 trimestri, ha raggiunto il 13,6 per cento  (+0,8 punti percentuali rispetto a un anno prima) nei primi tre mesi dell’anno, il massimo dal primo trimestre del 1977.   Per i giovani (15-24 anni) la situazione e’ ancora peggiore: il tasso e’ cresciuto nello stesso periodo al 46% (era il 41,9% nel primo trimestre 2013).

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Nel Mezzogiorno il 60,9 per cento della forza lavoro giovanile, ossia occupati e disoccupati, è in cerca di lavoro (347.000 unità). Tutto questo porta il numero di disoccupati a 3 milioni 487 mila persone. Il dato evidenzia un nuovo ma intenso incremento tendenziale (+6,5 per cento pari a 212.000 unità). La rilevazione mensile, relativa ad aprile, non è molto migliore. Anche in questo caso i giovani hanno la peggio con un tasso di disoccupazione al 43,3 per cento, in aumento di 0,4 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 3,8 punti percentuali nel confronto tendenziale. Si tratta del valore più alto dal 2004. Stabile invece il tasso generale ad aprile pari al 12,6 per cento, invariato rispetto al mese precedente e in aumento di 0,6 punti percentuali nei 12 mesi.

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Il ministro Giuliano Poletti

“Non raccontiamoci storielle, stiamo strisciando sempre più sul fondo. E’ dal 2007 che resistiamo, ma fin quando potrà andare avanti così?” E’ l’ultimo grido di dolore del presidente di Confindustria Giorgio Squinzi. Per Susanna Camusso, segretaria della Cgil “è evidente che non è mai partito quel processo che doveva creare nuovi posti di lavoro…” Secondo il ministro del Lavoro Giuliano Poletti “l’obiettivo è procedere con i piani prestabiliti per produrre entro fine anno il cambio di segno e, dunque, diminuire il tasso di disoccupazione. Teniamo conto che parliamo degli esiti del trimestre in cui il pil è sceso dello 0,1, quindi è chiaro che l’occupazione è allineata a quel dato”.

 

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