di Ernesto Santovito
Palla al centro. Preliminari di Champions League, è cominciata la grande avventura. Quella vera, quella che conta. Non parliamo solo di prestigio, ma di soldi, quelli che rotolano appresso ad un pallone. Sono tanti, tantissimi. E poi se portano dietro un’altra valanga (merchandising, amichevoli, immagine e quanto più ne mettete, tutto va bene).
Solo così si spiegano i grandissimi club che ogni hanno ingaggiano aste furiose per comprare questo o quel top player: non sono follie d’agosto ma investimenti. Certo poi possono le cose possono andare in modo diverso da come si spera, perché sono tanti i club che spendono. L’irruzione dei petroldollari, dei russi, poi ha sconvolto i vecchi equilibri, le squadre possono partire da zero o quasi ed in due o tre anni essere già serie candidate alla Champions (vedi Paris Saint Germain).
Quanto si sta giocando il Napoli contro i leghisti spagnoli dell’Athletico Bilbao provincia di Biscaglia, nei Paesi Baschi? Una cascata di euro. Nei 180 minuti che si disputeranno fra il San Palo ed il nuovo San Mames, in palio ci sono almeno 25 milioni di euro che rappresetano la fetta di market pool destinata a ogni singola squadra italiana per la partecipazione alla prossima Champions League.
Si tratta della quota derivante dai diritti televisivi che per le italiane vale in tutto 80 milioni di euro. Come funziona? Semplice. Per le italiane ci sono 80 milioni di euro da dividere in tre (o in due) sulla basi di criteri prefissati: il 50 per cento secondo il piazzamento della stagione precedente in campionato e il 50 per cento in base al numero di partite giocate nella Champions che sta per partire.
Un anno fa la Juventus, fuori dopo il girone eliminatorio, si prese 32 milioni di euro di market pool, il Napoli (fuori al girone) 26 e il Milan (ottavi di finale) 22 partendo dalla posizione peggiore nella stagione precedente, chiusa al terzo posto come il Napoli oggi. Significa che, in caso di eliminazione contro l’Athletic Bilbao da parte dei napoletani resterebbe sul piatto una bella fetta di torta dei diritti tv: 22-25 milioni di euro.
Se il Napoli non passa, Juventus e Roma vedono aumentare di molto la torta diritti tv da dividere. Perché gli 80 milioni restano tali solo che spartirli saranno due squadre e non tre. Proprio come avvenne nella stagione 2012-2013 quando Juventus e Milan per effetto dell’eliminazione ad agosto dell’Udinese realizzarono introiti da favola. Ai bianconeri andarono 65.315.000 euro complessivi arrivando fino ai quarti di finale, di cui 44,8 milioni dalla quota di mercato dei diritti tv, mentre al Milan 51.357.000 euro (36,2 milioni dal market pool) fermandosi agli ottavi. Cifre record..
Ma non è tutto. Dal 2015 cambia tutto e per le squadre italiane partecipare alla Champions League diventerà ancora più un affare. La guerra dei diritti tv tra Mediaset e Sky ha fatto, infatti, impennare i prezzi per l’Italia con immediata ricaduta anche sulla quota di market pool destinato ai nostri club. E così si passerà dagli attuali 80 milioni ai 110 del triennio 2015-2018. E questo tradotto in risorse vuol dire che chi vincerà lo scudetto sarà sicuro di mettere in tasca un assegno minimo da 24,7 milioni di euro (in caso di qualificazione di 3 club ai gironi 2015-2016) che potrebbero diventare 30,2 se la terza si perde per strada al preliminare. Chi arriva secondo ha la garanzia di incassare 19,2 milioni (con la possibilità di arrivare a un minimo di 24,7). Il terzo si accontenta di 11 milioni (in caso di passaggio oltre la tagliola dei playoff) e poi se la gioca con i risultati in campo.
Già perché non è finita qui. Di sicuro i 32 club che partecipano alla fase a gironi, prenderanno 8,6 milioni di euro. La squadra vincitrice incasserà 34,7 milioni di euro. Ritornando alla fase a gironi ogni squadra riceverà pure dei bonus legati alle prestazioni: un milione di euro per ogni vittoria e 500 mila euro per ogni pareggio. Le squadre protagoniste negli ottavi di finale riceveranno 3,5 milioni di euro, quelle impegnate nei quarti di finale 3,9 milioni di euro e le semifinaliste 4,9 milioni di euro. La squadra vincitrice della Champions League riceverà 10,5 milioni di euro, mentre quella sconfitta in finale 6,5.
La partita di andata al San Paolo è finita 1 a 1 in rimonta per gli azzurri. A mantenere aggrappato il Napoli alla Champions è stato il solito Higuain. Juventus e Roma, sperano. Circa quindici milioni di euro in più non sono una sciocchezza. Questo è il calcio moderno…










