Augias, l’insaziabile
E tutto in nero

Gli insaziabili.  Giuliano Soria  al processo alla Corte d’appello per lo scandalo del Grinzane Cavour vuota il sacco e fa i nomi. Politici, attori, ambasciatori, giornalisti avrebbero ricevuto regali, usufruito di viaggi, partecipato a cene e feste. “Il più vorace era Corrado Augias, assillante nei pagamenti in nero sfiorando l’indecenza”.

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Corrado Augias

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Giuliano Soria

Giuliano Soria

Riconosce le sue colpe, ma divide le responsabilità. Parla di “colpa collettiva”, una colpa che ricade anche su politici, intellettuali e attori illustri. Dopo sei anni Giuliano Soria vuota il sacco e parla. Al processo alla Corte d’appello per lo scandalo del Grinzane Cavour, per il quale è stato condannato in primo grado e dalla Corte di Conti, il fondatore del premio letterario ha deciso di fare i nomi di quelli che avrebbero ricevuto regali, usufruito di viaggi, partecipato a cene e feste e soprattutto ricevuto denaro in nero.

Mercedes Bresso

Mercedes Bresso

Parla subito dei principali attori della vicenda. Alle cene e agli eventi c’era la “zarina”, l’ex presidente del Piemonte Mercedes Bresso (ora eurodeputata Pd) insieme al marito, destinatario di regali costosi. C’era il dirigente regionale Roberto Moisio, una sorta di cardinale Richelieu: “Era lui il vero attore”, ha detto. Con queste dichiarazioni Giuliano Soria ha cercato di diminuire le responsabilità di suo fratello Angelo, ex dirigente della Regione, autore di alcune delibere con cui stanziava finanziamenti diretti alla galassia di associazioni che ruotavano intorno al premio: “Le decisioni venivano prese sopra la sua testa”.

Enzo Ghigo

Enzo Ghigo

Stando a quanto riferito dall’imputato nelle sue spontanee dichiarazioni molti altri erano i politici e gli amministratori che ricevevano soldi in nero: “Abbiamo aiutato economicamente in nero l’assessore Giampiero Leo (Ncd) – ha detto -. Abbiamo aiutato l’assessore Alfieri (Fiorenzo, ex componente della giunta comunale di Sergio Chiamparino) anche per il signor Chiamparino, a cui ho dato personalmente sostegno in due occasioni”. Sul versante dei politici c’era anche l’ex assessore alla cultura Gianni Oliva, ora consigliere regionale del Pd: “Ha viaggiato con la moglie a spese del Grinzane. È un appassionato di tartufi”. Si ricorda di Oliva anche nelle cene nel suo appartamento di Parigi o agli eventi di Addis Abeba.

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Michele Placido

Poi ancora l’ex Pd Gianni Vernetti e Gianluca Susta. Non era da meno il centrodestra: la “scellerata convenzione” tra la Regione Piemonte e il Grinzane Cavour era stata firmata sotto il cappello della giunta di Enzo Ghigo (Forza Italia) e Giampiero Leo. Ha parlato poi del dirigente del Ministero dei beni culturali Gaetano Blandini e dell’ex direttore regionale dei Beni culturali in Piemonte Mario Turetta, ora diventato direttore della Reggia di Venaria: “Lo stesso Turetta è venuto più volte con i suoi amici”, ha affermato parlando delle cene. Alla sua “corte” arrivavano anche i diplomatici: gli ambasciatori italiani in Francia e all’Unesco partecipavano alle sue cene di Parigi, gli attori – Giancarlo Giannini, Michele Placido, Charlotte Rampling, Eleonora Giorgi, Stefania Sandrelli e altri ancora – ricevevano parecchi soldi per partecipare agli eventi del Grinzane Cavour: “I vip ci sfruttavano per il loro prestigio”.

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Alain Elkann

Ha aperto anche un capitolo sugli intellettuali e i giornalisti: “Il più vorace era Corrado Augias che era assillante nei pagamenti in nero sfiorando l’indecenza – ha detto ai giudici -. Il patetico Alain Elkann ha preteso di venire a New York, un viaggio da 13mila euro”. Sul padre del presidente della Fiat Soria ha insistito: “Elkann era sempre lì a cercare di accaparrarsi qualcosa”. E che dire dei giornalisti? “Sulla Rai c’è un capitolo nero”. “Era un andazzo a cui era difficile resistere”, ha detto spiegando che “a tutti questi casi dovevamo far fronte con dei fondi in nero”, creati sfruttando un sistema di false fatturazioni per lavori inesistenti.

   (Andrea Giambartolomei, Il Fatto Quotidiano)

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