Scuola, promossi e bocciati

di Franco Meda

“Vergogna, vergogna”,  “dimissioni, dimissioni”. Mentre dalle parti di Montecitorio divampa la protesta sindacati d’ogni genere e insegnanti, in aula il governo Renzi approva la sua riforma, la buona scuola. E’ la plastica fotografia della distanza che sembra esserci fra Paese reale e politica.

 

Scuola: studenti a Montecitorio e azioni in tutta Italia

Il ddl di riforma della scuola è stato approvato con 316 “sì”, 137 “no” e un astenuto. Il provvedimento passerà ora all’esame del Senato. La sinistra Pd non ha partecipato al voto finale: dai tabulati risulta che non hanno votato 40 deputati (alcuni dei quali assenti giustificati perché in campagna elettorale o per infortunio), tra cui Pier Luigi Bersani, Gianni Cuperlo, Roberto Speranza, Alfredo D’Attorre, Stefano Fassina, Guglielmo Epifani. I “dissidenti” hanno espresso in una lettera, firmata da una cinquantina di deputati di Area Riformista e promossa da Speranza e Cuperlo, le loro critiche al disegno di legge e auspicato che si possa proseguire l’opera di modifica al Senato.

Scuola: presidio davanti Montecitorio,anche prof con lavagna

Fassina fra i contestatori

Scuola: Giannini, emozionata e soddisfatta

Abbracci e baci fra i banchi del governo

E dopo essere stata messa dietro la lavagna quando c’era da spiegare le ragioni del governo, è ricomparsa anche il ministro dell’istruzione Giannini che si è detta “emozionata e soddisfatta” perché “con questa legge si realizza un grande cambio culturale”.  Poi l’annuncio trionfale “Dopo 15 anni rimettiamo in moto l’ascensore sociale… Il primo articolo – ha spiegato – riassume quello che abbiamo fatto. Intendiamo offrire una scuola di qualità, aperta e inclusiva. Si conclude una maratona cominciata quasi un anno fa, che è stata, contrariamente a quanto si è voluto dire, anche inusuale per l’ascolto continuo di tutta la società”.

Italian Prime Minister, Matteo Renzi, host of the Rai Tv program "L'Arena"

Sindacati contro la riforma

Certo stridono le parole del ministro, basta dare un occhio fuori a Montecitorio. I professori manifestano, protestano, insorgono. Ed anche i sindacati. E’ lotta aperta. “Con il voto di oggi non si chiude la battaglia, che continua”, ha detto la leader della Cgil Susanna Camusso.  “Ci vorrebbe davvero una buona riforma della scuola. Questa non lo è, è legata a una logica emergenziale e non a un progetto sul valore dell’istruzione nel nostro paese, di coesione sociale e di uguaglianza che la scuola deve avere” La bocciatura è su tutti i fronti.  “Il governo aveva annunciato che avrebbe discusso ma nei fatti continua a difendere il suo progetto.  Si rifiuta il dialogo, questa è la verità.”

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Scuola: insegnanti protestano davanti a Montecitorio

Tra i provvedimenti approvati, il bonus per i professori (500 euro all’anno per comprare libri, hardware, biglietti di mostre e concerti, e tutto ciò che concerne l’aggiornamento professionale), i premi per il merito (200 milioni all’anno, che saranno distribuiti dai presidi in base alle performance dei docenti), il potenziamento dell’alternanza scuola-lavoro (con 400 ore di stage in azienda per i ragazzi di professionali e tecnici e 200 per i liceali), i poteri dei dirigenti scolastici (che avranno la possibilità di scegliere gli insegnanti più adatti, sentito il parere del comitato di valutazione sui criteri da adottare).

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