Campania, figli di un Dio minore

Qual è la percezione a Roma dei campani dopo la vicenda De Luca?  Semplice e nel contempo drammatica: “figli di un Dio minore”. Marco Di Lello, socialista eletto nelle file democratiche non ha dubbi. “Quando la politica si affida alla magistratura per risolvere i problemi significa che si è arresa. Abdica al proprio ruolo. Ma sia chiaro in questa vicenda le responsabilità non sono uguali.”

Perché riproporre vecchi articoli, reportage, interviste? Volando alto con Giorgio Manganelli, scrittore, giornalista potremmo dire che “una civiltà letteraria non è fatta di letture, è fatta di riletture”. Più semplicemente il ripresentare alcuni articoli rappresenta una grande opportunità. Un modo per scoprire giornalisti o protagonisti di un’altra generazione, di conoscere o ricordare fatti, dimenticati. Per riproporre interviste e reportage dei giorni nostri.

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De Luca e Di Lello

Marco Di Lello, socialista eletto nelle fila democratiche, è sempre il deputato che “non voterebbe per l’arresto neanche di Jack lo Squartatore”. Detto in premessa. Sul caso De Luca: “Quando la politica si affida alla magistratura per risolvere i problemi significa che si è arresa. Abdica al proprio ruolo. Non è la prima volta che accade. Temo non sia l’ultima. Ma se la politica ricomprende tutti noi vorrei fosse chiaro che le responsabilità non sono di tutti e non in uguale misura”.

Cioé lei non si senta responsabile di questo pasticcio? A ottobre ho depositato una proposta di modifica della Severino, che, come ha scritto il direttore d’Errico “neppure uno studente al primo anno di Giurisprudenza avrebbe scritto peggio”. Peccato che quelle norme siano state scritte da una docente universitaria di diritto e da un consigliere di Stato. La cosiddetta società civile. Mi è stato risposto che occorreva aspettare la Consulta. Primo errore.

 

E ora? Io continuo a sollecitare per far calendarizzare la proposta, che ho fatto per il caso de Magistris, cioè quanto di più lontano da me. Ma le leggi sono per le istituzioni non per le persone.

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Si parlava di un decreto ad personam s’è avuto un decreto di sospensione. Pensa che Renzi abbia fatto un affronto a De Luca? Renzi ha fatto l’unica cosa che poteva fare, l’ha sospeso dopo l’insediamento. Il fatto che non ci sia ora né il presidente né la giunta non è un accidente che ci capita all’improvviso, era tutto prevedibile, chi doveva intervenire non lo ha fatto.

E chi doveva intervenire? Il Parlamento da un lato e il Pd dall’altro. Che avrebbe dovuto essere più coerente: a Giugliano hanno tolto l’appoggio a Poziello per un rinvio a giudizio, come si fa a far candidare un condannato? Lo dice uno che ha dato il simbolo a Poziello. Se siamo d’accordo che l’abuso di ufficio non può avere questi effetti si doveva intervenire in Parlamento con chiarezza

E ora è troppo tardi? A questo punto purtroppo è tutto nelle mani dei giudici e quindi i partiti sono fuori dai giochi, perché non si sono presi alcuna responsabilità. E lo dico con rammarico.

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De Luca

satira4_MGTHUMB-INTERNALei fu il terzo incomodo alle primarie per la Regione, ma ha partecipato anche alla Fonderia, da cui doveva uscire il candidato unitario e invece diventò la platea di De Luca e Bassolino. Ho lavorato alla Fonderia con Nicodemo, Picierno, Impegno, Valente e Graziano nel tentativo di dare forza ad una nuova classe dirigente, ma furbizie ed egoismi hanno avuto la meglio. Un errore clamoroso. Certo poi mi sono candidato alle primarie in contrapposizione a De Luca e Cozzolino.

In mezzo il tentativo della candidatura di Gennaro Migliore. Ma io sono arrivato fino in fondo, pur senza mezzi né tempo, nella speranza ci fosse una assunzione di responsabilità e si intervenisse per evitare questa vicenda che ha del grottesco. Niente da fare. E siamo al terzo errore.

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Qual è il quarto errore commesso? Tutto questo fa male alla Campania, al Mezzogiorno ed alla classe politica locale: ma per quanto mi riguarda ci tengo a sottolineare che io sono mosso solo dal rigoroso rispetto della volontà popolare. De Luca ha vinto le primarie e poi le regionali da condannato. Questo non risolve il problema, ma impone a tutti noi di essere coerenti. Oggi chiedere il voto significa solo essere irresponsabili. Ed al presidente del Consiglio Renzi non si poteva chiedere di violare (o cambiare) la legge.

Dica la verità, De Luca le piace oppure no? De Luca ha una vocazione solipsistica. Ama la solitudine e se non ama ricevere consigli non sarò io a dargliene. Quanto alla cosiddetta società civile non mi pare in questi mesi abbia battuto un colpo. A Roma siamo considerati quasi “figli di un dio minore”, qui sembra prevalere la rassegnazione. Nonostante tutto invece io non mi rassegno. Ma l’individualismo non ci porta da nessuna parte. Questa vicenda spero abbia insegnato almeno questo.

(Simona Brandolini, Corriere del Mezzogiorno)

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