Allenatori nel pallone

di Ernesto Santovito

Eccoci qua, come ogni anno ad aspettare che sua Maestà il pallone rotoli da qua e di là regalandoci sogni e delusioni, vittorie e sconfitte, desideri di rivincite e di rivalsa;  eccoci pronti a ridare, insomma, un senso alla nostra voglia di calcio dopo le inutile partite estive, quelle dove si alternano anche venti giocatori per squadra, quelle dove si gioca anche un solo tempo, barzellette per le quali comunque si spendono fiumi di parole, processi, esaltazioni intorno ad un calcio virtuale che meriterebbe neanche di essere raccontato.

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Si comincia e si fa finalmente sul serio, si apre la caccia alla Juve, dominatrice degli ultimi campionati, quattro scudetti di fila, si va per il quinto. Quest’anno , a differenza delle ultime stagioni, si ha però la sensazione che le emozioni maggiori si avranno dalla lotta per il titolo e dalle piazze che contano anziché per quella della retrocessione, la simpatica presenza di Carpi e Frosinone (non ce ne vogliano e, naturalmente saremmo felici di trovare una nuova favola Chievo) nella massima serie ha tutto l’aspetto di aver regalato al campionato due predestinate al ritorno in serie B.

Massimiliano Allegri

Massimiliano Allegri

La Juve ultrascudettata e vice campione d’Europa, ha una faccia diversa: senza Tevez, Pirlo e Vidal è tutta un’altra storia, anche se il gran circo mediatico che da sempre coccola i bianconeri, sembra non curarsi troppo di queste assenze: il giovane Dybala, l’armadio croato Mandžukić, Kedira, Rugani e Zaza, sembra rasserenino tutti, anche se Allegri invoca, un po’ di fantasia in più e Kedira è già ospite fisso dell’infermeria. Allegri è alla prova della verità, questa sarà la sua squadra, non quella disegnata da Conte, riuscirà nell’intento di riportarla al successo? Chissà…

Roma, Napoli, Inter e Milan hanno messo mano al portafoglio, chi più (Inter e Milan) chi meno, tutti si sono sulla carta rafforzati, poi naturalmente sarà il campo a dire la sua. La storia del nostro campionato ha perso (per ora il calciomercato chiude a fine mese) gente come Tevez, Kovacic, Pirlo, Vidal, Darmian ed ha acquistato Mandžukić, Kedira, Kondogbia, Bacca: il bilancio appare negativo.

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Roberto Mancini

Sarà il torneo, soprattutto, degli allenatori: potete scommetterci. Molti si giocano la panca ed anche qualcosa in più. Detto della riconferma definitiva che cerca Allegri, Mancini si gioca il prestigio e la possibilità di avere anche in Italia un allenatore manager, così come avviene Inghilterra. Il Mancio ha fatto tutto da solo: li sceglie, li chiama, li mette in campo. Funzionerà? Di certo i direttori sportivi tifano contro, tecnici come lui riducono di molto il raggio d’azione della categoria.

Sinisa Mihajlovic

Sinisa Mihajlovic

C’è poi don Sinisa Mihajlovic, il puro e duro, quello dei principi prima di tutto, quello che pretende dai suoi calciatori fede eterna e massima abnegazione. Ma il buon Sinisa, che dichiarò che lui dal cuore interista, mai avrebbe potuto allenare il Milan sulla panchina dei rossoneri è finito, perché le chiacchiere ed i proclami sono una cosa, i soldi e le occasioni importanti un’altra. Ricorda il Capello della Roma che disse “mai Juve”. Chissà perché sono quelli che hanno il carisma di allenatori tutti d’un pezzo a fare poi queste figure barbine…

Rudi Garcia

Rudi Garcia

Dopo un annata esaltante ed una mezza deludente Rudi Garcia si gioca molto con la sua Roma. Passare da Doumbia a Dzeko è come passare da una vecchia Opel ad una Ferrari e come se non bastasse c’è Mohamed  Salah, l’egiziano dello scandalo, della spy story Fiorentina-Chelsea. Totti benedice il nuovo corso, sta buono e non protesta, insomma sembra che tutto sia al posto giusto. Questa volta Garcia deve riprendere a marciare spedito, altrimenti è la fine. Ha pronosticato di superare il tetto giallorosso delle dieci vittorie consecutive, tanto per volare basso…

Maurizio Sarri

Maurizio Sarri

C’è poi l’esame di maturità di Sarri, eletto a maestro di calcio quando stava per andare in pensione, alla sua seconda esperienza in serie A, per la prima volta alla guida di una squadra metropolitana, lui fino ad ora ha indossato la tuta solo in piccoli centri e dove si viene messi in discussione sono al bar dello sport. Quest’anno guida il Napoli, contratto precario di un anno, il nuovo cinepallone di De Laurentiis che ha scelto lui per sostituire il blasonato Benitez… Si è portato Valdifiori come uomo di fiducia e gli ha affidato la cabina di regia. Gli azzurri soffrono una crisi di abbondanza in attacco: Higuain, Callejon Insigne, Mertens, Gabbiadini, tutti chiedono di giocare, ci sarà un bel da fare. Chissà forse qualcuno andrà via.

Paulo Sousa

Paulo Sousa

E Paulo Sosa, che da bandiera juventina cercherà di entrare nel cuore viola del tifo fiorentino, impresa di certo non facile, visti gli antichi rancori e l’endemica rivalità? Alla griglia di partenza la Fiorentina appare meno competitiva dell’anno scorso, molto dipenderà dal recupero reale di Giuseppe Rossi, un Pablito pienamente ristabilito potrebbe rappresentare la svolta dell’intera stagione. Il precampionato è stato esaltante, vittorie su Barcellona e Chelsea, per quello che può valere…

Walter Zenga

Walter Zenga

C’è, infine, la corsa tutta in salita di Zenga che già ha beccato lo schiaffone dell’eliminazione in Europa League (clamoroso 0-4 casalingo con il Vojvodina di Novi Sad ed inutile vittoria 2-0 fuori casa) e che dovrà vedersela con le bizze incontrollate del suo presidente Ferrero e di Cassano, acquisto (che Zenga non voleva) last minute dopo la delusione europea. Ha corso il rischio di essere esonerato prima ancora di cominciare il campionato ma non è che la sua panchina appaia così ferma e stabile.

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Montella e Mazzarri

E sembra proprio questo essere il leitmotiv della stagione. Panchine che scottano, esami che non finiscono mai. Allenatori che vanno, allenatori che vengono. E come se non bastasse sulla testa di ognuno di loro grava le presenza di corvi milionari, che tra poco cominceranno a farsi vedere nelle tribune qua e là, appena si sente odore di bruciato: Montella, Donadoni, Mazzarri, Spalletti, Pippo Inzaghi, Stramaccioni tanto per citarne alcuni.

L’anno scorso sono stati “licenziati”: Walter Mazzarri dall’Inter, Pierpaolo Bisoli dal Cesena, Stefano Colantuono dall’Atalanta, Eugenio Corini dal Chievo e Zednek Zeman dal Cagliari. Quest’anno probabilmente la girandola sarà più grande…

 

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