Perché il Papa fa male alla Chiesa

 di Piero Ostellino

Tutti sanno che è stato il cosiddetto “equilibrio del terrore” – cioè l’impossibilità di fare, e vincere, una guerra nucleare senza subirne i danni – a garantire la pace, non la sola buona volontà degli uomini. Singolare è che mostri di non saperlo il Papa. È un fatto incontrovertibile che gli uomini non li si cambia con le prediche o con le utopie razionalistiche e religiose che siano.

 

 

Perché riproporre vecchi articoli, reportage, interviste? Volando alto con Giorgio Manganelli, scrittore, giornalista potremmo dire che “una civiltà letteraria non è fatta di letture, è fatta di riletture”. Più semplicemente il ripresentare alcuni articoli rappresenta una grande opportunità. Un modo per scoprire giornalisti o protagonisti di un’altra generazione, di conoscere o ricordare fatti, dimenticati. Per riproporre interviste e reportage dei giorni nostri.

morales

Morales e Papa Francesco

piero-ostellino

Piero Ostellino

Nel passato, la Chiesa si era costantemente caratterizzata per il rigore col quale sceglieva la propria dirigenza. Non diventava cardinale e, forse, neppure vescovo, tanto meno Papa, chi non possedeva una forte cultura storica e politica, oltre che teologica.

Ma, recentemente, l’ultima elezione del Pontefice, sotto l’influsso del populismo dilagante, ha rotto tale tradizione. Francesco, questo gesuita – altra novità – vanitoso ed esibizionista, parla molto, ma mostra spesso di farlo a sproposito. È il caso dell’ultimo discorso, nel quale ha auspicato la distruzione delle armi di uccisione di massa, identificandole, tra l’altro piuttosto surrealmente, col respingimento degli immigrati. Egli ha prefigurato, così, la regressione del sistema internazionale al Novecento, quando la Germania di Hitler, grazie alla propria forza militare convenzionale, si era illusa di poter dominare l’Europa e il mondo; uscendone, peraltro, rovinosamente sconfitta, dopo aver fatto milioni di morti.

papa_francesco_foto_nuova

Ora, tutti sanno che il mondo ha goduto di un lungo periodo di pace nel Secondo dopoguerra proprio grazie agli armamenti nucleari. Con l’auspicarne la distruzione, Francesco ne ha di fatto prefigurato la regressione all’epoca in cui una potenza militare convenzionale poteva aspirare a dominare il mondo facendo ricorso alla guerra e vincendola. La sensazione della propria catastrofica vulnerabilità, che ciascuna potenza nucleare ha rispetto alla controparte in caso di un proprio atto aggressivo, e la certezza della distruzione dell’intera umanità, hanno di fatto impedito lo scoppio di una guerra nucleare e favorito la nascita di organismi internazionali per la prevenzione delle crisi. Il mondo ha goduto di un periodo di pace più lungo di quanto mai gli era accaduto nel passato.

Bergoglio

Tutti sanno che è stato il cosiddetto “equilibrio del terrore” – cioè l’impossibilità di fare, e vincere, una guerra nucleare senza subirne i danni – a garantire la pace, non la sola buona volontà degli uomini. Singolare è che mostri di non saperlo il Papa. Che egli si esprima ad un livello morale più alto del realismo politico è nell’ordine delle cose. Ciò che non lo è, è che non se ne renda conto, continuando ad auspicare un mondo che non c’è e che non sarebbe affatto pacifico. La predicazione morale religiosa, lo dico da laico, ha anche una funzione pedagogica, quando, e se, è rivolta agli “spiriti semplici”, che sono i credenti senza se e senza ma. La tradisce, però, anche e soprattutto nei confronti di questi ultimi, se perde di vista la realtà.

R600x__papi(4)

Che piaccia o no, anche il Papa deve fare, come sempre ha fatto storicamente, i conti col mondo come è, evitando di propagandarne uno che non c’è, che non sarebbe affatto pacifico e la cui prospettiva finirebbe immancabilmente col generare pericolose illusioni negli “uomini cosiddetti di buona volontà”, dando vita a ideologie non concretabili nella realtà effettuale se non a costo della creazione di regimi dispotici. La lezione del comunismo realizzato dovrebbe pur dire qualcosa al Papa… È un fatto incontrovertibile che gli uomini non li si cambia con le prediche o con le utopie razionalistiche e religiose che siano. Essi vanno governati per quello che sono e per come si comportano. La superiorità del liberalismo su tutte le altre dottrine politiche sta tutta qui. Non si fa, né genera, illusioni, ma si attiene ai fatti. Non auspico un Papa liberale, perché non può esserlo per la dogmatica contraddizione del suo stesso ruolo, che non lo consente.

No, non ci siamo. Questo Papa, che pur piace a molti, sta danneggiando la Chiesa e compromettendone la storia. Non dico si stia realizzando la profezia di Nostradamus – che aveva previsto “un Papa della Compagnia” (leggi un gesuita), che avrebbe distrutto la Chiesa. Ma non ne siamo neppure molto lontani

 

CondividiShare on Facebook0Tweet about this on TwitterPin on Pinterest0Share on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Un pensiero su “Perché il Papa fa male alla Chiesa

  1. ernesto nocera

    Caro Ostellino ,lei sicuramente è ateo come me. Se è credente ,non lo sa che i cardinali in conclave sono direttamente ispirati dallo Spirito Santo ? Un dei tre membri paritari della Santissima Trinità:Padre,Figlio e Spirito Santo? Se questo è vero non possono aver sbagliato! Capisco che per la destra italiana di cui lei è rappresentante trovarsi di fronte ad un personaggio come Francesco risulti spiazzante .Se non ricordo male lei aveva anche qualche perplessità sul papa più amato :
    Giovanni XXIII.
    Capisco che il suo ideale sia Pio XIi ,quello della scomunica ai comunisti e del silenzio sull’olocausto . Si rassegni.I tempi cambiano .Riveda la sua cattolicità ,se ne ha una.

    Replica

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Altri post dello stesso Autore