di Corrado Ocone
Una cosa è il cordoglio e il rispetto dell’avversario politico nel libero confronto delle opinioni, un’altra esprimere senza pregiudiziali le proprie idee e non farsi imporre dagli eventi un “ricatto psicologico”. Credo che in maggioranza i britannici saranno all’altezza di questa fondamentale distinzione
Quel tale diceva che la “madre degli stupidi” è sempre incinta. Oggi lo stupido, in Italia in particolar modo ma anche altrove, prende le fattezze del “sincero democratico”. Il quale è talmente convinto delle proprie idee che non solo apostrofa come “immorale” e “fascista” chi la pensa diversamente, ma strumentalizza cinicamente ai suoi scopi anche episodi drammatici come quello accaduto vicino a Leeds e che è costato la vita alla deputata laburista Jo Cox.
A poche ore dall’episodio il web era pieno di “sinceri democratici” che, sempre pronti a mille distinguo quando si tratta di terrorismo islamico o quando le vittime sono dell’altra parte politica, inveivano contro il nazismo ritornante e le becere forze nazionaliste e “populiste” che lo favorirebbero in questo momento in Europa.
Senza andare troppo per il sottile, accomunando tutti coloro che sono contrari alla UE, cioè in definitiva a quel moloch burocratico e dirigistico in cui ha preso forma istituzionale il sano spirito europeistico che sorse dopo il secondo conflitto mondiale nel nostro continente.
C’è stato anche chi ha messo sui Social la foto della bandiera inglese con in sovranimpressione la scritta “Remain” a caratteri cubitali. E non stiamo parlando certo di sprovveduti, bensì di opinionisti e intellettuali à la page. Gli stessi che, casomai, hanno definito sempre sul web “indecente” il titolo di apertura de Il Giornale in cui si paventava un’ondata emotiva contro la Brexit. Una deriva che però, al contrario di quel che pensa il foglio milanese, non credo sia affatto scontata.
Al contrario dei nostri “sinceri democratici” un tanto al chilo, che sanno sempre da che parte sta la morale e la verità, cioè dalla loro parte, i britannici, in verità, hanno finora affrontato con un sano pragmatismo, cioè senza ideologismi, la questione: hanno fatto per lo più, come è loro solito, un puro calcolo di convenienza economica e anche ideale (per una mentalità liberale è in verità assurdo che la libera iniziativa individuale sia castrata dalle mille regole imposte dalla burocrazia di Bruxelles) E, forse, non c’è da temere che le cose cambino ora, a pochi giorni dal voto del 23 giugno.
Una cosa è il cordoglio e il rispetto dell’avversario politico nel libero confronto delle opinioni, un’altra esprimere senza pregiudiziali le proprie idee e non farsi imporre dagli eventi un “ricatto psicologico”.
Credo che in maggioranza i britannici saranno all’altezza di questa fondamentale distinzione. Il “sincero democratico”, nipotino “politicamente corretto” dell’ “intellettuale organico” di gramsciana memoria, proprio su questo ricatto vuole invece giocare. Lo ha fatto anche stavolta, a cadavere caldo. Senza un minimo di ritegno e pudore, ma anzi con la sfrontatezza di accusare gli altri di indecenza.
(Corrado Ocone, l’intraprendente)










