di Emiddio Novi
La grande finanza porterà a un sistema neocomunista, dove il potere economico e politico finirà nelle mani di poche migliaia di banchieri, che utilizzeranno qualche centinaio di migliaia di mercenari per governare e terrorizzare i popoli
Queste sono le previsioni opprimenti che vengono presentate con argomentazioni e parole seducenti e manipolatorie. Questo potere ignobile, se i populismi perderanno la partita, dovrebbe completare il suo dominio tra una ventina d’anni. A facilitargli il progetto dovrebbe partecipare l’intelligenza artificiale, la robotizzazione del lavoro e delle funzioni.
Tra non molti anni l’intelligenza artificiale sarà capace di imparare cose specifiche momento per momento e quindi di scrivere il proprio programma senza l’intervento dell’uomo.
L’automazione sostituirà l’uomo in tutti i lavori e funzioni ripetitive. In questo mondo robotizzato solo il 30 per cento delle persone avrà un lavoro come lo si intende oggi. La disoccupazione di massa sarà strutturale e durerà per sempre se non si interviene sui tempi di lavoro e sul l’organizzazione del lavoro.
La grande finanza si servirà come base di massa del 30 per cento della popolazione che godrà del privilegio di lavorare e guadagnare dignitosamente. Sarà una robusta minoranza della popolazione disposta persino a schierarsi con il potere pur di difendere il suo status. E l’altro 70 per cento ? Che ne sarà di loro?
Vivranno con un sussidio di diecimila dollari l’anno. Passeranno la vita davanti a un computer, si faranno installare dei sensori sotto la pelle per godere il sesso virtuale, si nutriranno di cibo prodotto dai robot, non possiederanno nulla, né una casa, né un’auto e nemmeno una bicicletta. Con lo sharing, l’uso condiviso, ci stanno abituando a credere che il possedere un bene sia inutile.
L’obiettivo è quello di fondere la nostra intelligenza con quella artificiale fino al punto di far perdere senso a ogni distinzione, Insomma tra noi e i robot non ci sarà alcuna differenza.
Per i banchieri il mondo ideale è quello dell’Egitto in cui il faraone è un pugno di sacerdoti avevano il tempo di pensare. Il resto del popolo sputava sangue a costruire le piramidi. Anche lì non esisteva la proprietà privata e c’era l’economia dello sharing. E c’era tanta decrescita, per nulla “felice”. L’incubo che vi ho accennato non è frutto dell’immaginazione di un folle. Ma di previsioni molto serie e accreditate affidate a pensatori e futurologi.
Come sfuggire a questo destino infame? Semplice. Bisogna sfuggire alla manipolazione delle coscienze e al dilagare del pessimismo, della paura e della rassegnazione.
Quando ci dicono che dobbiamo lavorare fino a 75 anni sappiamo che è una menzogna, che lo fanno per terrorizzarci.
Perché fra dieci anni buona parte delle nostre mansioni saranno svolte dai robot che lavoreranno sette giorni su sette e 24 ore su 24.
Quando ci fanno credere che non ci sono i soldi per garantirci una vita dignitosa, basta far tassare la rendita finanziaria. E quando sostengono che l’automazione uccide il lavoro ricordiamo che due secoli fa nelle fabbriche lavoravano pure i bambini, che loro e gli operai adulti lo facevano per 14 ore al giorno e che i salari erano di fame. Poi il mondo è cambiato. La robotizzazione ci farà lavorare due ore al giorno, per cinque giorni e ci assicurerà salari più che dignitosi. Chi rimarrà disoccupato si vedrà assicurato quel tanto necessario per vivere. Naturalmente per ottenere diritti e conservare la dignità di uomini bisognerà combattere e la ghigliottina della storia avrà un sacco di lavoro. Il populismo sarà l’unico, vero nemico del potere.










