Archivio mensile:Gennaio 2017

Dal San Paolo al San Carlo, sceneggiata azzura

  di Gerardo Mazziotti

Sono decisamente contrario all’idea di Alessandro Siani di “celebrare” Diego Armando Maradona al San Carlo il 16 gennaio. Allo stadio del Vomero ebbi modo di ammirare Luiz LaPaz, il primo giocatore nero del campionato italiano, attaccante uruguaiano dal fisico possente che giocò nel Napoli dal 1947 al ’49. In una memorabile partita col Modena segnò una rete da oltre 40 metri che mandò in visibilio i quindicimila spettatori. Continua a leggere

Una Guantanamo europea

di Giuliano Ferrara

La violenza è infame, la nonviolenza sublime. Un Papa deve predicare il sublime, anzi il divino, e l’amore. Gli stati devono proteggere la sicurezza dei cittadini, attuare norme di difesa repressiva e preventiva del terrorismo, eventualmente usare il mezzo della guerra per sradicarlo facendo uso di una violenza incomparabilmente superiore a quella degli assassini e dei nemici. Niente è più naturale e ovvio di questo inizio di articolo. Continua a leggere

Sono sempre i migliori
quelli che se ne vanno

di Carlotta D’Amato

Sono sempre i migliori quelli che se ne vanno. Mai frase fu più azzeccata se riferita alla fuga, anzi, alla strage di cervelli nel nostro Paese.Ebbene, il fenomeno del cosiddetto, “brain drain”, dove drain significa emorragia e brain cervello che riguarda l’Italia non solo aumenta in maniera esponenziale ma ha una connotazione specifica, addirittura atipica rispetto allo stesso fenomeno che caratterizza molti stati dell’Ue. Continua a leggere

L’astuzia della ragione

di Corrado Ocone

Capisco lo stato d’animo di Giuliano Ferrara perché, nel mio piccolo, è anche il mio. Donald Trump non mi piace, quasi a pelle, cioè prima di tutto per un motivo estetico e direi quasi antropologico: le persone con il ghigno e accigliate, o che si prendono troppo sul serio, le persone di pancia (un altro è Grillo), non sono il mio tipo. Preferisco altri tipi umani: quelli sobri e borghesi, ad esempio, ma anche certe personalità burbere ma schiette, più ancora di tutte quelle raffinate e sottilmente ironiche che un tempo erano il fiore all’occhiello di una colta borghesia napoletana che più non è dato vedere. Ne uccide più una raffinata ironia che mille Vaffa! Continua a leggere