Archivio della categoria: Rileggiamo

Giletti, la munnezza e la “lite temeraria”

 di Vittorio Feltri

 Giletti è ritornato sulla vicenda-Napoli esplosa nell’Arena televisiva sette giorni fa e finita in sceneggiata con una querela e la richiesta danni di dieci milioni di euro da parte del Comune di Napoli al conduttore televisivo. Invitato in studio De Magistris s’è guardato bene di andare a spiegare le sue ragioni (ammesso ve ne siano). Una decisione incomprensibile dopo aver mandato la scorsa settimana l’assessore Fucito ed il consigliere Crocetta (ad ognuno la sua…Crocetta evidentemente) una sorta di suicidio televisivo. Continua a leggere

Orfeo napoletano

 Renzi vive nel timore di fare la fine di D’Alema che fu costretto a dimettersi da Premier dopo una sonora sconfitta alle elezioni amministrative. Roma, Milan, Napoli, Torino. Solo nel regno di Fassino non ci sono timori eccessivi. Per il resto… E a Napoli spunta un nome tutto nuovo Mario Orfeo. Dal Chiatamone a Palazzo San Giacomo, un nuovo ponte di comando. Samba napoletano. Sulle orme di una pièce teatrale di Vinicius de Moraes intitolata Orfeu da Conceição… Continua a leggere

Pasolini e quel fascismo dell’antifascismo

 di Massimo Fini

Soltanto ogni sei anni la domenica coincide con il giorno dei morti. E Pier Paolo Pasolini non poteva morire in un giorno diverso. Quel 2 novembre del 1973 era una domenica. Quasi trent’anni prima, sempre di domenica, era stato ucciso suo fratello Guido, più giovane di lui di due anni, partigiano di ispirazione nazionalista assassinato da guerriglieri comunisti. Due novembre domenica dei morti e di morte. Continua a leggere

Dimmi che cosa leggi e ti dirò chi sei

di Mario Giordano

Dimmi che cosa leggi e ti dirò chi sei. L’ultima volta che era stato avvistato in libreria aveva fatto rifornimento con “ Chi manda le onde” (Fabio Genovesi), “Numero Zero” (Umberto Eco) “L’egoismo è inutile. Elogio alla gentilezza” (George Saunders), “La politica nell’era dello storytelling” (Christian Salmon). Questa volta in valigia, tra gli altri, ha messo “I vostri padri dove sono? E i profeti, vivono forse per sempre?” dello scrittore americano Dave Eggers, “Solo bagaglio a mano” di Gabriele Romagnoli, “L’ultimo arrivato” di Marco Balzano e, soprattutto, i fumetti di Zerocalcare, quello di  “Fedeli alla tribù, e alla sua tribù il Premier, si sa, tiene moltissimo,  “perché porcoddue” questo è un paese di gufi e di “contrari a prescindere”. Continua a leggere

Erri no tav, lotta continua

di Filippo Facci

Le campagne di parole non sono più le stesse. L’istigazione a un reato non costituisce reato. Erri De Luca non ha istigato a niente e dunque “il fatto non sussiste”. Neanche gli intellettuali del solito giro a sinistra sono più gli stessi. Il vecchio Katanga non perdona. Non gliene frega niente delle dediche del Nastro d’oro e neppure delle magliette  “#iostoconerri”. “Gli assenti si notano, si sono presi la responsabilità della loro assenza…” Anche i fatti non solo le parole non sono più gli stesse. E dire che Giancarlo Caselli lasciò Magistratura democratica…

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I nuovi banditi

 di Pietro Ostellino

Rischiamo di essere alla vigilia dell’instaurazione di un regime privo di un minimo di etica democratica e disposto invece a usare qualsiasi mezzo per mostrare il proprio potere e per colpire i propri avversari, ovvero chi non ne fa parte. Non siamo ancora – a settant’anni dalla caduta del fascismo – una democrazia stabile e matura. Al contrario, siamo un regime infarcito di leggi e leggine il cui solo scopo è quello di ricordare al cittadino che, di fronte allo Stato e a chi lo rappresenta, è un suddito e come tale è trattato.

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Il magna magna di Matteo

 di Marco Travaglio e Davide Vecchi 

 Quanto spendeva Renzi in cene ” di rappresentanza” da presidente della Provincia e poi da sindaco di Firenze? Al confronto, Marino è un dilettante col braccino corto. Matteo il Magnifico faceva le cose in grande. Nel quinquennio alla Provincia (2004-2009), spese con la Visa dell’ente pubblico, cioè a carico dei contribuenti, la bellezza di 1 milione di euro, di cui 70 mila in tre anni per trasferte negli Stati Uniti (anche lui) e 600 mila in ristoranti, anche a botte di mille -duemila euro, per pranzi e cene giustificati (si fa per dire) con ricevute molto generiche e anche comiche: la scritta “pasto unico” sotto conti da 1.855, 1.300 e 1.050 euro è roba da Pantagruel. Continua a leggere