Archivio della categoria: Rileggiamo

Valentina, la pompeiana

E’ la scugnizza del porno. Valentina Napoli è di Pompei, la città del Santuario della Beata vergine del Rosario. Scrive sulle pagine patinate dell’intellighenzia sinistro-progressista-radical chic di Micromega, la rivista una volta sottotitolata “le ragioni della sinistra, diretta da Paolo Flores d’Arcais ed edita dal gruppo editoriale L’Espresso. E’ di questi giorni una sua polemica violenta col filosofo Diego Fusaro, scrittore della testata L’intellettuale dissidente, reo di averla attaccata per il “paragone” porno-antifascismo. Fulminante la replica della Nappi, con un articolo dal titolo “Squirtare in faccia a Diego Fusaro”.

Continua a leggere

Il Padiglione Trione

Vincenzo Trione, napoletano, classe 1972,  è professore di Arte e Nuovi Media e di Storia dell’Arte contemporanea all’università Iulm di Milano, dove è vicepreside della Facoltà di Arti, Turismo e Mercati e coordinatore della laurea triennale in Arti, Design e Spettacolo e della laurea magistrale in Arti, Patrimoni e Mercati. Trione è stato nominato dal ministro Franceschini, direttore del padiglione italiano alla Biennale 2015. Una nomina che ha scatenato un putiferio. Ma Franceschini stima molto Trione. Stima evidentemente ricambiata. Ecco il tweet con il quale Trione ha commentato il discorso di Franceschini alla Leopolda. “Appassionante discorso da far ascoltare ai giovani per alimentare finalmente le speranze. Basta Catastrofismo”. Continua a leggere

Gli autogol di madame PP

Dalla Cicoria, alla Margherita, alla Leopolda. Da De Mita, a Rutelli a Veltroni, a Franceschini  a Bersani a Renzi. Dalla magia di una spesa di 80 euro sufficiente per due settimane alle tessere false della Cgil. Da Santa Maria Capua Vetere a Bruxelles. Ma la voglia vera è di andare al Centro Direzionale, come governatore della Campania. Pina Picierno ricorda Comunardo Niccolai, uno passato alla storia del calcio perché faceva un sacco di autogol Continua a leggere

L’elefante & il sesso

 La virtù dell’elefante è l’ultimo libro di Paolo Isotta. Non si svelano segreti, ma si portano a galla tante verità. E questo in Italia è già un grande risultato.  Per ricordare chi è Paolo Isotta ci affidiamo a Vittorio Feltri “E’ un po’ piemontese e molto napoletano, devoto di San Gennaro, del quale afferma di godere ampia protezione, è il critico musicale (precisiamo, storico della musica) più bravo e più importante d’Italia.

Continua a leggere

Sputtanopoli

di Filippo Facci

Forse sì, forse è la più grande sconfitta patita della procura di Milano in vent’anni di processi ad personam contro Silvio Berlusconi. Questa non è l’America, dove un procuratore sconfitto ha delle immediate ripercussioni sulla carriera: qui un procuratore sconfitto fa subito ricorso contro il malcapitato, s’infila in cento altri processi contro di lui, se necessario prosegue la sua campagna per quindici o vent’anni, certo, sì.  Continua a leggere

Giggino “Settesciocchezze”

di Paolo Bracalini

“In qualunque altro Paese europeo un premier si sarebbe già dimesso. Di cosa altro deve essere sospettato per poter compiere un decoroso passo indietro in segno di rispetto delle istituzioni e degli italiani? Quale altra bassezza etica e quale altra accusa giudiziaria devono piovergli addosso per liberarci della sua presenza?» s’indignava Luigi De Magistris nel 2011, quando il premier Silvio Berlusconi fu indagato per il caso Ruby. Continua a leggere

Spremuta d’arancioni

Eletti più per il piacere di far fuori i candidati del Pd che per stima personale,  la “società civile” alternativa taumaturgica ai mali del paese. La storia ha raccontato altro. Il loro tramonto oggi è decretato senza paracadute. La Nemesi arancione. Prendiamo De Magistris, il Twitter-sindaco (da Che Guevara a Carlo Pisacane) che si autodefiniva, in un libro-intervista con Claudio Sabelli Fioretti, un “enorme plusvalore”, il predellino dei manettari, la “Rivoluzione civile” con Antonio Ingroia come testa di serie. Voleva “scassare”, il sindaco di Napoli. E c’è riuscito. Come hanno fatto anche Doria, Pisapia e Marino. Missione compiuta. Hanno “scassato” le palle a tutti. Continua a leggere