Archivio mensile:Aprile 2015

Predica bene ma Rizzola male

di Mimmo Carratelli

L’architetto Nicola Rizzoli di Mirandola, il paese modenese di don Zeno, arbitro di calcio da otto anni con 247 partite dirette (197 in serie A), ha preso l’insufficienza su tutti i media per l’arbitraggio di Roma-Napoli a causa della mancata espulsione del romanista De Rossi e la valutazione di innocenza sul braccio in area di rigore del difensore giallorosso Manolas. Continua a leggere

Pasqua di sangue. Resurrezione?

di Franco Meda

“Il Signore Gesù apparirà dal cielo con gli angeli della sua potenza, in un fuoco fiammeggiante, per far vendetta di coloro che non conoscono Dio, e di coloro che non ubbidiscono al vangelo del nostro Signore Gesù. Essi saranno puniti di eterna rovina, respinti dalla presenza del Signore e dalla gloria della sua potenza” (II Tess. 1:7-9; cfr. Apoc. 19:11-15). Continua a leggere

Figli & figliastri

di Gianpaolo Santoro

L’indignazione maggiore? Il posto di lavoro al figlio del ministro. I bandi su misura, gli appalti addomesticati, la compagnia di giro delle grandi opere, Ercolino sempre in piedi al ministero, il metano che da una mano solo agli amici ed agli amici degli amici, quel Michelangelo di ruberie del Mose, il come si è mangiato bene all’Expo prima ancora che aprisse: niente di tutto questo. Il lavoro al figlio di Lupi. Continua a leggere

Voglia di Califfato

di Giuseppe Merlino

Ayman al-Zawahiri, leader di Al Qaeda, sembra che abbia intenzione  di sciogliere la rete terroristica fondata da Osama bin Laden. In poche parole lascerebbe libere le branche in ogni Paese, compreso il Fronte al Nusra in Siria, di slegarsi dall’organizzazione e “fondersi con altri movimenti jihadisti”. Questo scioglierebbe, insomma,  i gruppi terroristici dal vincolo di fedeltà e consentire loro di confluire e allearsi con l’Isis di Abu Bakr al-Baghdadi.  Continua a leggere

Piano di Sorrento, venerdì nero

Il “sacco” nero, la veste con cappuccio, è la Sindone del Venerdì Santo. Tutto è buio e silenzio e vuoto da riempire con passi cadenzati. I cerimonieri accendono gli stoppini dei “lampioni”, che pendono obliqui dalle mani degli incappucciati. Sono le tre di notte, tra giovedì e venerdì. Mille confratelli sono incolonnati in file di tre o quattro. Danno le spalle all’altare maggiore e premono verso l’uscita. Continua a leggere