Archivio dell'autore: Redazione

Spremuta d’arancioni

Eletti più per il piacere di far fuori i candidati del Pd che per stima personale,  la “società civile” alternativa taumaturgica ai mali del paese. La storia ha raccontato altro. Il loro tramonto oggi è decretato senza paracadute. La Nemesi arancione. Prendiamo De Magistris, il Twitter-sindaco (da Che Guevara a Carlo Pisacane) che si autodefiniva, in un libro-intervista con Claudio Sabelli Fioretti, un “enorme plusvalore”, il predellino dei manettari, la “Rivoluzione civile” con Antonio Ingroia come testa di serie. Voleva “scassare”, il sindaco di Napoli. E c’è riuscito. Come hanno fatto anche Doria, Pisapia e Marino. Missione compiuta. Hanno “scassato” le palle a tutti. Continua a leggere

L’euroubiquità

 di Giovanni Pasàn

In tanti si chiedevano che cosa spingesse ad andare a Bruxelles e Strasburgo, in un europarlamento che si occupa  del raggio di curvatura delle banane, del diametro dei cetrioli e dell’uso delle  camicie da notte, tutti argomenti scottanti a cui sono state dedicate ore e ore di dibattiti dagli eurolegislatori. Ed ecco allora che il rapporto diffuso da  Transparency International  ci offre uno spaccato completamente diverso, una chiave di lettura particolare e, senza dubbio, istruttiva. Continua a leggere

Quelli della notte
La magia del Moulin Rouge

di Carlo Paolo Visconti

Chi non c’è stato, non sa che cosa si è perso. Il Moulin Rouge è Parigi, come la Tour Eiffel insomma qualcosa si può perdere, una cartolina. Del resto parlano le cifre: 600mila presenze all’anno, 65 milioni di euro, è ancora la metà preferita dei turisti, cinesi, americani e russi su tutti che voglio respirare l’aria del locale notturno forse più famoso del mondo ai piedi della collina di Montmartre nel quartiere di Pigalle, la Parigi di notte. Continua a leggere

Il lavoro non c’è
le regole nemmeno

di Giuseppe Pasàn

Lacerazioni, divisioni, destra, sinistra, la sinistra della sinistra, il ritorno alle lotte sindacali senza esclusione di colpi, la minaccia di ritornare ad occupare le fabbriche, la rinascita del conflitto sociale: sembrava che il Paese stesse davanti ad un bivio storico, una decisione di quelle epocali, la regolamentazione del nuovo mercato del lavoro, il totem dell’articolo 18, lavoratori abbandonati a se stessi, licenziamenti facili, gli occhi degli investitori mondiali puntati sul Belpaese, il ritorno dei capitali esteri, la ripresa la nuova industrializzazione da Nord a Sud, la grande lotta disoccupazione crescente, il cancro che uccide speranze e sviluppo. Continua a leggere