di Gianpaolo Santoro
Quando si dice il destino. Nel giorno in cui Milano è attraversata dai metalmeccanici della Fiom di Landini, lo zoccolo duro del sindacato, che minaccia di occupare le fabbriche rigettandoci indietro di trent’anni, nel giorno in cui il Senato vota una delega tanto ampia quanto bianca a Renzi per disciplinare, regolamentare, inventare e costruire il nuovo mercato del lavoro, il cosiddetto Jobs Act nel giorno in cui insomma il Paese si divide ancora sull’ideologizzato inutile totem dell’articolo 18 rispolverando i vecchi conflitti di classe, i padroni e gli operai, ecco che come d’incanto l’uomo che ha sconvolto in Italia in buona parte le relazioni industriali annuncia che il suo compito è finito e che alla fine del suo mandato quinquennale lascerà.
Continua a leggere →