Archivio dell'autore: Redazione

Una Guantanamo europea

di Giuliano Ferrara

La violenza è infame, la nonviolenza sublime. Un Papa deve predicare il sublime, anzi il divino, e l’amore. Gli stati devono proteggere la sicurezza dei cittadini, attuare norme di difesa repressiva e preventiva del terrorismo, eventualmente usare il mezzo della guerra per sradicarlo facendo uso di una violenza incomparabilmente superiore a quella degli assassini e dei nemici. Niente è più naturale e ovvio di questo inizio di articolo. Continua a leggere

L’astuzia della ragione

di Corrado Ocone

Capisco lo stato d’animo di Giuliano Ferrara perché, nel mio piccolo, è anche il mio. Donald Trump non mi piace, quasi a pelle, cioè prima di tutto per un motivo estetico e direi quasi antropologico: le persone con il ghigno e accigliate, o che si prendono troppo sul serio, le persone di pancia (un altro è Grillo), non sono il mio tipo. Preferisco altri tipi umani: quelli sobri e borghesi, ad esempio, ma anche certe personalità burbere ma schiette, più ancora di tutte quelle raffinate e sottilmente ironiche che un tempo erano il fiore all’occhiello di una colta borghesia napoletana che più non è dato vedere. Ne uccide più una raffinata ironia che mille Vaffa! Continua a leggere

Chiara, il cantore dell’eros

di Paolo Isotta

Il Colosso di Rodi, l’immensa statua di bronzo, era una delle meraviglie del mondo antico. Un terremoto un giorno lo distrugge: in pezzi, affonda. I genitali, fallo e scroto, vengono ripescati e, quattro secoli dopo, Tito Cornasidio, procuratore ad Antiochia di Settimio Severo, li acquista per la sua villa sull’Aventino. Il pezzo è “fedele fino all’inverosimile quanto alla rispondenza col vero, eppure libero e sovrano nell’espressione, che era di una forza, di una compostezza, di una maestà del tutto degna del dio.” Continua a leggere

“Ancora tu: ma non dovevamo vederci più?

di Tomaso Montanari

Renzi aveva giurato di “lasciare la politica”, ed è quello che sta succedendo. Perché, smentendo se stesso in modo così clamoroso, e dunque perdendo la faccia in modo irreversibile, Renzi lascia la politica e svela platealmente la sua appartenenza al “lato oscuro della forza”: cioè al potere per il potere, all’eterno gioco di corridoio, alla congiura e all’intrigo. Continua a leggere

Marta e il Maestro

di Ottorino Gurgo

Dal “diario immaginario” di Pirandello, tratto da “Marta e il Maestro”  edito dalla Casa editrice Leucotea.

Mercoledì 7 ottobre 1925 È la fine, è la fine. Mi domando, chiuso nella mia stanza al “Plinius”, se continuare a vivere abbia per me ancora un senso o se non farei bene a porre fine, una volta per tutte, a questa mia disperata esistenza. Forse ho perduto per sempre la mia Marta in questa atroce notte di Como perché è accaduto quel che non sarebbe mai dovuto accadere. Continua a leggere

La rinascita

Dal vangelo secondo Matteo. “Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; e sarete condotti davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani. Ma, quando vi consegneranno, non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in quell’ora ciò che dovrete dire: infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.” Alleluia alleluia. Con qualche giorno d’anticipo è nato il bambino. Anzi è rinato. Continua a leggere

L’infedele

di Enzo Ciaccio

“Non sono attaccata alla poltrona”. Ma, come si è visto, la Fedeli non è fedele alla parola data. Straperde il referendum e diventa ministro. Champagne. Senatrice dal 2013 è iscritta al gruppo misto “delle mogli raccomandate”. E’, infatti,  la consorte di Achille Passoni, eletto nel 2008 a palazzo Madama e dal 2015 capo della segreteria tecnica di Marco Minniti. Eletta e “blindata” in Toscana grazie a Bersani, poi è rimasta folgorata dalle slide  Renzi. Ma chi è questa signora con i capelli più rossi di quelli della Boccassini che con disinvoltura e molta più sfrontatezza del Trota (il figlio di Bossi) vantava una laurea tarocca? Continua a leggere

Sala d’attesa in Procura

di Frank Cimini e Manuela d’Alessandro

 Chissà, magari Beppe Sala, il “sindaco della procura” ha provato a prendersi la palma del peggiore in questa storia di malagiustizia, inventandosi l’autospensione che tecnicamente esiste ma politicamente assomiglia molto a una pagliacciata. Ha provato ma non ci è riuscito, perché è fuor di dubbio che quella palma appartiene alla procura di Milano (non ai pm Robledo, Filippini, Pellicano e Polizzi che ci “provarono”), alla moratoria delle indagini su Expo che adesso con anni di ritardo per sei mesi cercherà di fare la procura generale dopo aver avocato il fascicolo. Continua a leggere