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Le rughe di Las Vegas

di Mino Rossi

La chiamano da sempre Sin City, la città del peccato. Ma Las Vegas più che una città è da sempre uno state of mind. Una metafora:  regno del vizio, dell’effimero, giochi, sogni, sesso e emozioni. La torre Eiffel, piazza San Marco, la statua della Libertà, la piramide di Luxor. Cuore del mondo, fuori dal mondo. L’unico luogo dove puoi sposarti e divorziare, tutto in un’ora, in una notte. Continua a leggere

I “muschilli” ora hanno la pistola

Soltanto meno di due mesi fa la Fondazione Polis ha presentato    un report dal titolo “La strage degli innocenti”. Un dossier dedicato ai bambini ed ai ragazzi vittime della camorra. Negli ultimi 16 anni ne sono stati uccisi 36 in Campania prima del compimento della maggiore età. Venticinque vittime avevano un’età compresa tra 0 e 12 anni; le restanti 11 arrivavano a malapena a 18 anni. Un dossier già da aggiornare. L’ultimo diciassettenne è stato freddato l’altra notte davanti alla basilica di Santa Maria alla Sanità. La camorra continua ad uccidere. Sono in guerra i camorristi di quarta generazione. Quelli che una volta erano i “muschilli”, i baby spacciatori. Ma oggi i “muschilli” sparano, uccidono. Per un angolo di spaccio. Continua a leggere

Benvenuti al Nord

di Franco Meda

Sarà anche buona questa scuola renziana, ma di certo continua a piacere davvero a pochi. Alla Festa dell’unità di Torino il ministro della scuola Stefania Giannini è stata duramente contestata. E da tutti. Nel cuore del suo elettorato. Prima dagli studenti, poi dagli insegnanti. Sono dovuti arrivare “quelli della sicurezza” per zittire e letteralmente portare via i contestatori. Poi ti chiedi perché Renzi alle feste dell’Unità non ci va, ed il suo tour elettorale ha deciso di farlo nei teatri e non nelle piazze… Continua a leggere

I numeri precari

 di Franco Meda

I numeri sono i numeri. Ma poi non è nemmeno tanto vero. Anche i numeri sono precari. Col governo Renzi  sono da interpretare, capire, identificare. Altrimenti i conti non tornano (per il governo). L’abbiamo visto ormai un sacco di volte dal Job Act, i disoccupati, i contratti di lavoro, ci sono sempre un sacco di casini. Istat o non Istat. Ed ecco ora la baraonda precari. Continua a leggere