In vendita in edicola insieme a il Mattino “Ponticelli, il rogo degli innocenti” di Pietro Gargano. E’ la drammatica vicenda di Barbara e Nunzia. Continua a leggere
In vendita in edicola insieme a il Mattino “Ponticelli, il rogo degli innocenti” di Pietro Gargano. E’ la drammatica vicenda di Barbara e Nunzia. Continua a leggere
Il grande Alberto Giovannini non avrebbe dubbi: rispolvererebbe il vecchio titolo di un suo celeberrimo articolo “I sette puttani”, pubblicato a nove colonne il 13 settembre 1961 sulla prima pagina del “Roma”. Un durissimo attacco contro quei consiglieri “voltabandiera” che fecero cadere Lauro in consiglio un comunale. Parole di fuoco contro un “modo di comportarsi che umilia il sistema democratico relegandolo a “regime dei peggiori” quando avalla e incoraggia il trasformismo dei traditori. I Fregoli della politica. Cosa significa questo: forse l’improvvisa validità della politica che per anni hanno condannata, combattuta schifata in Parlamento e in piazza, nei pubblici comizi e negli impegni assunti con gli elettori?”. Un articolo che potrebbe essere riproposto parola dopo parola oggi. Continua a leggere
di Carlo Paolo Visconti
“Quando è la vita a raccontare una storia, l’umana fantasia scompare. Non v’è giallista capace d’inventare le trame scritte dalla realtà…” Continua a leggere
di Eduardo Palumbo
Dopo dieci anni di sussurri e grida, incontri segreti e ravvicinati di un certo tipo, di giochi e doppio giochi, di alleanze segrete e palesi, compreso il Patto del Nazareno, finalmente Renzi e Verdini possono collaborare apertamente alla luce del sole e, soprattutto, senza l’ombra ingombrante di Silvio Berlusconi (forse: perché c’è chi sussurra che sia tutta un’operazione “concordata”…). Continua a leggere
di Ernesto Santovito
Carpi Diem. Troppo facile il titolo con questo Napoli che vive davvero alla giornata. Scatenato, irresistibile, incontenibile prima con il Bruges e poi con la Lazio, dieci gol in due partite ed una dimostrazione di forza, fluidità, a tratti anche di squadra, e inconcludente senza convinzione, e senza carattere, senza idee con il Carpi a cui è bastata tanta voglia e tanta grinta per strappare il secondo punto di questo campionato. Continua a leggere
di Eduardo Palumbo
La direzione del Pd finisce, tanto per cambiare, con un voto all’unanimità in diretta streaming. La minoranza dem non partecipa al voto, insomma una discussione tutta mediatica. Renzi parla di Grecia e avverte gli scissionisti sui pericoli delle urne e avverte il Presidente del Senato Grasso. Continua a leggere
di Gian Marco Chiocci
Lo chiamano mercato delle vacche. Ma le vacche non sono tutte uguali. Renzi, con Verdini, passa per abile stratega. Berlusconi, con Verdini, passa alla storia da corruttore. Una volta Renzi quand’era sindaco di Firenze chiedeva le dimissioni per chi cambiava partito. Oggi coi transfughi ci governa il Paese senza essere passato dalle urne. Continua a leggere
di Carlo Paolo Visconti
“Muti passaron quella notte i fanti: tacere bisognava andare avanti. S’udiva intanto dalle amate sponde, sommesso e lieve il mormorìo dell’onde.Era un presagio dolce e lusinghiero. Il Piave mormorò: non passa lo straniero!” Continua a leggere
di Eduardo Palumbo
Come due attori. Anzi come due “gladiattori”. Alemanno e Marino, Mafia Capitale, le mani su Roma. E’ caduto un altro velo. Quello della diversità, del sindaco mafioso e del sindaco marziano, il sindaco intelligente e cattivo e il sindaco cretino e buono, tutte le baggianate che ci siamo dovuti sorbire da quando hanno cominciato a tintinnare le manette. Hanno amministrato il Campidoglio nello stesso modo. La condanna è uguale e se “i fascisti devono tornare nelle fogne” come ha tuonato il sindaco Marino, di certo non ci devono andare da soli. Ammoniva Trilussa “lo struzzo magna più der necessario perché se crede un alto funzionario…” Continua a leggere
di Paolo Ariete
Primi giorni di scuola. Primi giorni della buona scuola. Storie di precari che trovano la cattedra inseguita da anni, tanti anni, lacrime e sorrise, arrivi e partenze. Agnese Renzi ha avuto una mano dalla dea bendata e la scuola l’ha trovata sotto casa. Capita. Nove milioni di ragazzi sono tornati in classe, tra le regioni con più alunni, la Lombardia (1 milione e 185.662), seguita da Campania (920.964), Sicilia (763.529) e Lazio (741.633). Due riforme in pochi anni (Gelmini-Giannini), per una scuola che crolla. E non sono solo i soffitti a venire giù. Continua a leggere