di Gianpaolo Santoro
Era il 30 marzo del 2005, Papa Giovanni contro il volere di tutti si affacciò alla finestra del suo studio per salutare e benedire una piazza San Pietro piena come un uovo: c’erano canadesi, messicani, polacchi e tanti, tanti ragazzi delle scuole milanesi, più di cinquemila. Benedice a gesti: il vecchio e malato pontefice non aveva la forza di parlare, la piazza è percorsa da un brivido di commozione. Due ore dopo la benedizione, Joaquìn Navarro-Valls, portavoce della Santa Sede, annunciò che era cominciata la nutrizione enterale mediante il posizionamento di un sondino nasogastrico, l’inizio della fine. Continua a leggere →