di Eduardo Palumbo
Prima in Barca, poi in gondola. Il pd ormai a malapena galleggia. I ballottaggi hanno restituito un partito a pezzi, o quasi. Una “sconfitta bruciante”. Renzi questa volta non ha potuto nascondersi. Continua a leggere
di Eduardo Palumbo
Prima in Barca, poi in gondola. Il pd ormai a malapena galleggia. I ballottaggi hanno restituito un partito a pezzi, o quasi. Una “sconfitta bruciante”. Renzi questa volta non ha potuto nascondersi. Continua a leggere
di Daniela Iorio
Ricomincia da cinque. E prova da leader. Pippo Civati ha deciso di dare vita ad un nuovo partito. Il 21 giugno presenta Possibile, la sua nuova proposta politica. Il Pd di Renzi gli stava stretto da tempo, troppe ambiguità, un continuo gioco delle tre carte. E, soprattutto, non sta a sinistra. Cinque domande agli italiani per sfidare Matteo, l’amico di una volta. L’abrogazione di alcuni punti dell’Italicum (i capilista bloccati, le multicandidature, il secondo turno per l’assegnazione del premio di maggioranza) il demansionamento del job act e lo stop alle trivellazioni, basta trasformare il territorio in una gruviera. Cinque atti d’accusa al governo.
di Mimmo Carratelli
Siamo alle solite, siamo già spaccati su Sarri, come è legittimo in … democrazia, chi a favore (54 per cento) e chi contro (46) secondo un sondaggio del “Corriere dello sport” non molto lontano dalla realtà. Continua a leggere
di Mimmo Carratelli
Questa di Maurizio Sarri, napoletano di nascita da genitori toscani occasionalmente a Napoli per motivi di lavoro, e che in Toscana ha sempre vissuto, prendendone l’accento (“Non mi sento toscano, lo sono”), sembra una scelta saggia di De Laurentiis per ripartire dopo il sogno spagnolo. Continua a leggere
di Adolfo Mollichelli
La finale di Champions tra Juventus e Barcellona, all’Olympiastadion di Berlino, è un caleidoscopio di storie e di sfide. E’ molto di più di una partitissima tra due contendenti ricche di gloria, antica e recente. La coppa dalle grandi orecchie è la preda più ambita alla fine di una stagione trionfale per entrambe. Sia la Juve che il Barca aspirano al triplete dopo aver vinto i rispettivi campionati e le coppe nazionali. Continua a leggere
di Giovanni Pasàn
Dagli impresentabili agli invisibili. Lo Stivale ha i suoi misteri quotidiani. Dai politici da non votare “nemmeno sotto tortura” che però andavano difesi in nome della Costituzione perché questo è il Paese più bello del mondo, alle spy story dei numeri dell’Expo per non essere stressati dall’altalena dagli incassi quotidiani, sembra essere tornati ai tempi di quella pubblicità dell’amaro di Ernesto Calindri “ contro il logorio della vita moderna”. Continua a leggere
di Giuseppe Merlino
Fu una notte speciale, quella di tarda primavera romana tra il 12 e 13 giugno del 1946. Quella notte nel corso della riunione del Consiglio dei ministri, il presidente Alcide De Gasperi assunse le funzioni di Capo provvisorio dello stato repubblicano. I votanti furono 24 947 187, pari all’89 per cento degli aventi diritto al voto, che risultavano essere 28.005.449. I risultati ufficiali del referendum istituzionale furono: repubblica voti 12 718 641, pari al 54,3 per cento; monarchia voti 10 718 502, pari al 45,7 per cento; voti nulli 1 498 136. Analizzando i dati regione per regione si nota come l’Italia si fosse praticamente divisa in due: il nord, dove la repubblica aveva vinto con il 66,2 per cento ed il sud, dove la monarchia aveva vinto con il 63,8. A Napoli i voti per la Repubblica furono 241.973 per la Monarchia 903.651. Ma che cosa successe veramente in quei giorni? Continua a leggere
di Mimmo Carratelli
Carramba, senza molta sorpresa. Il Napoli, alla seconda stagione di Benitez, fa un passo indietro di tre anni. Quinto come nel campionato 2011-12, il terzo e penultimo di Mazzarri. Resta il dato positivo dei 104 gol segnati come nel primo anno di Benitez (70 in campionato, 4 in Coppa Italia, 2 in Champions, 26 in Europa League, 2 in Supercoppa italiana). Continua a leggere
di Mimmo Carratelli
Undici leoni ci vogliono. Undici leoni. Più tre di scorta, se necessario. Maglie sudate e caviglie roventi. Cuori azzurri e saldi. Morire, se serve, sull’ultima spiaggia. Continua a leggere
di Eduardo Palumbo
Impresentabili. Ecco i nomi individuati dall’Antimafia in Campania: il candidato presidente del Pd Vincenzo De Luca, Antonio Ambrosio di Forza Italia, Luciano Passariello di Fratelli d’Italia, Sergio Nappi di Caldoro presidente, Fernando Errico di Ncd, Alessandrina Lonardi di Forza Italia, Francesco Plaitano di Popolari per l’Italia, Antonio Scalzone e Raffaele Viscardi entrambi di Popolari per l’Italia. Poi: Domenico Elefante di Centro democratico-Scelta civica, Biagio Iacolare dell’Udc, Carmela Grimaldi della lista Campania in rete e Alberico Gambino della lista Meloni Fdi.