Una volta ghostwriter, spin doctor, portavoce, consulenti di comunicazione e di immagine. Incarichi di prestigio ed anche molto remunerativi. Prendete il caso di Filippo Sensi (su Twitter conosciuto col nickname Nomfup),il capo dell’ufficio stampa e curatore dei social network di Matteo Renzi che ha un contratto di poco meno di 170mila euro lordi: oltre 91mila euro di “trattamento economico fondamentale”, quasi 60mila euro di “retribuzione di posizione variabile” e oltre 18mila euro di “indennità di collaborazione”. Insomma a conti fatti più dello stipendio dello stesso Renzi. Ma ora nella galassia dei giornalisti che lavorano e collaborano con i politici, è esplosa una nuova figura professionale, i “lecchini”. Oddio, mica sono nati ora, solo che mai come in questi tempi il loro ruolo è così evidente ed acclarato. Sono i difensori d’ufficio, giornalisti sguinzagliati nelle maggiori testate, quelli che hanno più o meno una poltrona fissa nei talk show politici E ora che c’è aria di walzer delle poltrone (Rai, Corriere della Sera, La Sampa, Il Sole 24 ore) i lecchini che si arruolano alla fede del renzismo crescono a dismisura. Ormai ci sono posti in piedi. Continua a leggere →