di Enzo Ciaccio
Il clima a Napoli è simile a quello del film di Nanni Loy, Pacco, doppio pacco e contropaccotto (1993): paradossale, beffardo, surreale. È una spettacolare (e drammatica) raffica di fregature rifilate senza pietà a gente per lo più sprovveduta o resa apatica dalla precarietà, dal bisogno o solo dalla mala cultura imperante. Il festival del “dimmi tu a ‘mme che ti serve” o del “dacci il voto, avrai il posto per tuo figlio” o ancora “se hai bisogno del mutuo, non devi far altro che ricordarti di noi”
