di Valerio Caprara
Il moderato femminismo della Forbes (al suo esordio alla regia), ammantato di nostalgia per i giovanili entusiasmi peace & love, viene dispensato con una leggerezza che funziona da antidoto alla tentazione pedagogica. Il cinema americano per le storie incentrate sulle malattie mentali non ha sempre ha dato il meglio di sé. E “Teneramente folle” (interpretato da Mark Ruffalo, Zoe Saldana, Imogene Wolodarsky) di certo non si candida ad essere un film memorabile. Continua a leggere
