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Il “mostro” del nord, la coscienza è pulita…

di Gerardo Verolino

Il leader della Lega Nord, Salvini posta sul suo profilo facebook, ripreso poi da tutti i giornali, un selfie con alcuni calciatori della squadra di calcio partenopea, Insigne e Callejon e col vicepresidente del Napoli Edoardo De Laurentiis. Salvini era a Castelvolturno per una manifestazione politica e si è ritrovato nello stesso albergo della squadra azzurra. Immediatamente, una parte della rete esonda indignazione (Salvini sette anni fa girò un video come tifoso del Milan di sfottò ai napoletani) mentre qualche rappresentante della stampa scrive articoli di fuoco contro l’odiato nordista.

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Ora, in una città dove i servizi pubblici sono allo stremo (l’Anm, l’azienda dei trasporti pubblici che vanta un debito di 80 milioni di euro, non si sa per quanto sopravvivrà), dove, i suddetti autobus, circa 200, vetusti e sgangherati, a fronte degli 800 minimo che ci vorrebbero, circolano per le strade che, a loro volta, sono dissestate-ogni cento metri c’è una buca perché, da anni non si rattoppa il manto stradale e dove ci sono cantieri aperti e mai chiusi da tempo immemore (la “famigerata” via Marina, e da quasi un anno la strada parallela, via Galileo Ferraris, che, per cento metri di lavori è ferma da febbraio, stanno creando innumerevoli disagi alla circolazione cittadina, per no parlare delle grotte che congiungono con Fuorigrotta….) .

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E dove, girando per la città, ci si imbatte in scene di degrado a tutte le ore con l’immondizia non raccolta a sufficienza (a fronte della tassa sui rifiuti più alta d’Italia) o a strade sempre sporche e a cestini traboccanti di cartacce; dove, e non solo nella zona antistante la Stazione, il cosiddetto Vasto, si possono vedere improvvisati mercatini dell’immondizia, in tutti i momenti della giornata, creando una sensazione di squallore e di degrado indicibili; di fronte, insomma, ai fallimenti palesi e visibili dell’amministrazione cittadina di cui ho portato qualche esempio, ma la lista delle inefficienze sarebbe molto più lunga,  i suddetti indignati, non sembrano indignarsi abbastanza quando si tratta di accusare il solo responsabile di tutto ciò: il Comune di Napoli e, in special modo il suo esorbitante sindaco.

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Il selfie, ascoltate volentieri le scuse ma rifiutate. Non c’è che dire: la sceneggiata è proprio napoletana…

Accusare Salvini che, sia chiaro, nel video incriminato di sfottò ai napoletani, non ci fa una figura edificante, (come la fanno tutti gli ultra  con i loro cori contro) è una sguaiata discussione da Bar Sport. Ma nulla più. E tanto fervore e indignazione meriterebbe ben altre “battaglie”.

Napoli, oggi,  è una città dove la qualità della vita, come attestato, con parametri seri e credibili, non solo dal “Sole 24Ore, ma da tutti i più  autorevoli istituti di ricerca, è centosettesima su centodieci Comuni capoluogo d’Italia. Il  giudizio si riferisce soprattutto allo stato dei servizi erogati dal governo partenopeo. Non riguarda gli aspetti, noti a tutti,  che rendono Napoli una città straordinaria a priori: il paesaggio, il clima, la cucina e la millenaria storia.

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Aspetti unici ed invidiabili. Ma che al normale cittadino di una normale metropoli possono interessare fino ad un certo punto (se si abita negli agglomerati periferici poi..) alle prese con gli intoppi kafkiani della quotidianità di una città difficile. Belluno, che nel sondaggio del “Sole 24Ore” è risultata prima, non può essere più coinvolgente ed ammaliante della fascinosa Napoli. Ma, grazie a servizi efficienti,  come si suol dire, “a misura di cittadino”, ad un tasso di delinquenza inesistente e ad un rinnovato senso della comunità, sicuramente più godibile e meno stressante nella sua quotidianità.

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Solo tre giorni fa, madre e figlio uccisi in un agguato di camorra

A Napoli si convive con lo stress e con la paura. Gomorra non è solo una fiction televisiva di successo. Ma è il Mostro col quale il cittadino, di ogni quartiere e provenienza, rischia di avere a che fare.

A chiunque, uscendo di casa può capitare di essere bersaglio inconsapevole di una delinquenza pedestre che spara alle persone grossolanamente: se è lui gli sparo, se non è lui il mio obbiettivo gli sparo lo stesso. O può capitare di imbattersi in una molesta baby-gang che bullizza le persone, talvolta, a casaccio e per il solo desiderio in nome  di un becero primitivismo animalesco, grottesco e rivoltante, a farlo.

Napoli, si ripete il miracolo di San Gennaro

De Magistris e San Gennaro…

Il sindaco, come è solito fare,  non può lavarsene le mani dal momento che l’ordine e la sicurezza pubblica dipendono, per legge, a lui e agli altri organi preposti, cioè prefetto e questore. Ma non se ne possono lavare le mani neanche i napoletani.

Il quadro d’insieme: la recrudescenza camorristica, l’abbrutimento della popolazione e il fallimento delle aziende municipalizzate non sono figlie del caso. Dipendono, in larghissima misura dalla città. E producono il disastro morale e materiale che conosciamo  Il Sole, la pizza e il mandolino, in certi casi, servono a poco. L’oleografia, a cui lui fa riferimento,  non risolve i problemi.  Dunque, prendersela con un innocuo selfie salviniano promuovendolo a paradigma a uno dei mali dei napoletani è fuorviante e scorretto, oltre che intellettualmente disonesto.

Gerardo Verdolino

Gerardo Verolino

Significa imbrogliare la popolazione. “Salvini ci odia!” ribadiscono i soliti indignati- napulegni (sviolinatori di professione:  comme è bello ‘o babbà) in servizio permanente effettivo. Ma non dicono quanto ci odia davvero chi, ricoprendo alti incarichi di responsabilità nella cosa pubblica, dietro frasi d’amore populistiche nei confronti dei napoletani (“nessuno offenda i miei concittadini che lo querelo”) e quanto ci odiamo noi stessi.

 

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Un pensiero su “Il “mostro” del nord, la coscienza è pulita…

  1. Lucio

    Ottimo articolo. Gerardo Verolino ci richiama alla concretezza ed alla realtà dei problemi di Napoli. Che rischia di non risollevarsi da una difficile situazione di servizi inefficienti, degrado delle strutture, economia pubblica didastrata. Cui si aggiunge, causa ed effetto di tutto questo, una criminalità dilagante.
    Sono questi i veri problemi di cui dovremmo preoccuparci e sforzarci di solvere. Ma una classe dirigente interessata a distrarci, alleata ad una stampa che ama gli stereotipi ed ad un’opinione pubblica che preferisce i temi farseschi indirizza la nostra indignazione sulle passioni calcistiche di Salvini. E purtroppo ci riesce.

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