di Liuva Capezzani*
Vivere con il mostro. O vivere con l’ombra di un mostro. Che poi non fa tanto differenza. Respirare piano, avere paura del silenzio. Guardarsi continuamente intorno. Interrogarsi angosciosamente. Ma anche vivere da mostri. Territori segnati dalla criminalità, senza elementi minimi di legalità, dove il confine fra il bene e il male, ormai non esiste più. Dove il quotidiano confonde, mischia, stravolge. Crescere senza punti di riferimento. Continua a leggere
