di Antonia Ciccarelli
Quando un artista “milanese” si identifica nella storia, nei colori, nei sentimenti e nelle passioni del Mediterraneo. Continua a leggere
di Antonia Ciccarelli
Quando un artista “milanese” si identifica nella storia, nei colori, nei sentimenti e nelle passioni del Mediterraneo. Continua a leggere
di Ettore Lupo
Fare impresa digitale è quasi impossibile. C’è un potenziale di sviluppo enorme. Ma i ritardi sono evidenti. E, come sempre, al Sud la situazione è più penalizzante. Continua a leggere
di Gianpaolo Santoro
Napoli in quella tarda primavera era ancora dolcemente frastornata e dipinta d’azzurro. Il Napoli aveva vinto il suo secondo, sofferto scudetto ed era stata, ancora volta, festa grande e senza fine, la città rotolava ancora felice e vincente appresso ad un pallone. Continua a leggere
di Lidio Aramu
“Ma come fa uno che nasce a Napoli ad essere tifoso di una squadra di calcio di un’altra città”. E se poi si tratta della Juventus, apriti cielo… Continua a leggere
di Franco Meda
Tremila italiani in prigione all’estero, duemila in attesa di giudizio. Processi farsa, diritti negati. Chi si occupa di loro? Continua a leggere
Perché riproporre vecchi articoli, reportage, interviste? Volando alto con Giorgio Manganelli potremmo dire che “una civiltà letteraria non è fatta di letture ma di riletture”. Più semplicemente il ripresentare alcuni articoli rappresenta una grande opportunità, un modo per scoprire giornalisti o protagonisti di un’altra generazione, di conoscere o ricordare fatti dimenticati. Continua a leggere
Napoli sembra di stare al Luna Park allo stand del tiro a bersaglio. Prende nel primo tempo a pallonate il Catania ed ogni tiro è un gol. Come un allenamento, meglio di un allenamento. La partita dura poco più di venti minuti, il Napoli fa due gol il Catania due traverse. Poi si gioca per onor di firma. Fa due gol Zapata (in una settimana due partite, tre reti: torna il sorriso al gigante triste) uno Henrique (traiettoria magica da posizione molto angolata) uno Callejon lanciato in porta da Andujar e Le Grottaglie autori di uno scontro comico. Tutto troppo facile.
La stentata vittoria della Juve di domenica sui siciliani faceva pensare ad una trasferta difficile per la squadra di Benitez ma alla resa dei conti è stata una formalità. Il Catania si è dimostrato quello che dice la classifica: un solo punto nelle ultime sei sfide di campionato, una sola vittoria nelle ultime 12 giornate. Reattivi in attacco, imbarazzanti in difesa i siciliani hanno dimostrato di essere ormai con due piedi in serie B. Andujar, che l’anno prossimo giocherà col Napoli, ha lasciato quanto meno perplessi. Cosi come il secondo tempo della squadra di Benitez, decisamente inguardabile. Il Catania va in rete due volte con Monzón e Gyömbér, entrambi al battesimo del primo gol in campionato (ed è stato così anche per Zapata ed Henrique). Ed ora c’è la Juve
di Ernesto Santovito
Il Napoli sembra di stare al Luna Park allo stand del tiro a bersaglio. Prende nel primo tempo a pallonate il Catania ed ogni tiro è un gol. Continua a leggere
di Eduardo Palumbo
Assodato che legge non è uguale per tutti, perché a Napoli lo è ancora di meno? Continua a leggere
di Giovanni Pasàn
Quando indossa l’amato piumino blu è la controfigura dell’omino Michelin. Identico. Quando ha una semplice maglietta è il sosia di Ciccio Bello. Continua a leggere