di Javer Ceriani *
Pubblichiamo la lettera al Clarin di Javer Ceriani, giornalista argentino che lavora a Miami, su Maradona. Una requisitoria spietata che incarna il sentimento di grande parte dell’Argentina. Un Paese che ha più odiato che amato el pibe de oro, e non solo oggi quando ormai è la parodia di un campione e fa sceneggiate e feste di piazza, marchette dove balla e canta come un comico qualsiasi, basta pagare. L’Argentina ha respinto Maradona anche quando era un grande calciatore: ricordo a Buenos Aires quando per sposarsi dovette affittare la tenda di un circo, tutti gli alberghi ed i grandi circoli ai quali si era rivolto non vollero “sporcarsi” ospitando la sua festa. Ricordo gli sputi e le grida delle centinaia di persone fuori dell’ufficio del Registro Civil per le nozze. Si sfiorò una gigantesca rissa. Per Maradona vale quello che della sua vita scrisse Edoardo Galeano, cantore del calcio: “gioco, vinse, pisciò, fu sconfitto”. (gps) Continua a leggere
