di Annalisa Chirico –
La presidente della Camera Laura Boldrini era forse intenta a redigere il nuovo Dizionario Rosa, desinenze rigorosamente in essa e trice; o forse dettava agli eletti in Parlamento la lista delle leggi che lei ritiene, a suo insindacabile giudizio, da approvarsi entro la fine della legislatura, così volle, fortissimamente volle; oppure, bisognerebbe domandarglielo, con i collaboratori ultimava l’elenco, già abbozzato, dei monumenti da abbattere al fine di non urtare la sensibilità di qualche minoranza oppressa. Continua a leggere
