Archivio dell'autore: Redazione

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Nientedimeno, Napoli

di Adriano Sofri

Lunedì mi è venuto di andare a Napoli a visitare il Museo Archeologico. A Napoli c’era un maltempo come alle isole Lofoten. I napoletani non se ne capacitano e se ne scusano coi forestieri. Ho avuto un pensiero da scolaro: se mi fossi trovato alle isole, Ischia o anche solo Procida (Capri non fa per me se non da lontano), avrei potuto fermarmi perché i traghetti non affrontavano il mare grosso. Continua a leggere

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Due Camere, vista governo

di Gerardo Verolino

Quando qualche mese fa accerchiarono la Camera dei deputati a Montecitorio, i grillini, sapevano già dove li avrebbe portati la loro sommossa. Non a rivoltare l’Italia come un calzino per usare la terminologia in voga alla Procura di Milano all’epoca di Tangentopoli. O ad aprire le istituzioni come una scatola di tonno per affidarsi all’espressione del padre di Di Battista. O mandare tutti a fare in culo, dal celebre slogan dei Vaffaday, per riformare l’impalcatura dello Stato dalle fondamenta. O a cambiare l’andazzo della vecchia politica politicante fatta di conciliaboli, caminetti, patti della crostata, inciuci e accordi di varia natura per attuare la loro politica coerente (“governeremo da soli col 51%!”) senza compromessi con nessuno di quei partiti che loro consideravano alla stregua di criminali. Continua a leggere

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Pacco, doppio pacco e Bernini

 di Emiddio Novi   

Il Cavaliere spalleggiato da Letta e da tutta l’area aziendal-moderata decide di giocare il tutto per tutto. E pur essendo reduce da una sconfitta elettorale cerca di riaffermare e rafforzare il suo comando sullo schieramento. Comando ultimativo e esclusivo. Qui non si tratta della candidatura di Romani, un uomo legato al Cavaliere da sempre. Anche per affinità televisive. Continua a leggere

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No, non erano fascisti rossi

di Giuliano Ferrara -

Ho saputo che era stato rapito nell’atrio della Federazione comunista di Torino, di ritorno da un viaggio a Roma per una riunione alle Botteghe Oscure. Sono passato davanti a via Caetani, che dalle Botteghe Oscure è a due passi, la mattina in cui i suoi assassini l’hanno depositato come un agnello in una Renault rossa, perché andavo a prendere il tassì per Fiumicino tornando a Torino dove vivevo e lavoravo come dirigente comunista e responsabile dell’antiterrorismo. Erano passati cinquantacinque giorni, il tempo dell’unica vera tragedia nazionale vissuta dalla mia generazione. Continua a leggere

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Il suicidio della pacificazione

di Emiddio Novi

La grande finanza, come i Cinquestelle, sogna una società anestetizzata dal reddito di cittadinanza. Grillo propone una società senza lavoro perché, dice, abbiamo una capacità produttiva che è di gran lunga superiore alle nostre necessità “. E allora nel nostro futuro ci saranno, secondo Grillo, due società. Ci sarà la minoranza di quelli lavoreranno e saranno produttivi. Poi, tutti gli altri, che vivranno di assistenza. Continua a leggere

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Salvini, Di Maio e il bluff

 di Emiddio Novi -

Salvini deve chiudere in un angolo i Cinquestelle. Lo può, lo deve fare. I grillini sono un partito finto sovranista, finto populista, finto eversivo. È un prodotto del mondialismo arancione. Come Occupy Wall Street, Podemos, Tsipras e altri movimenti simil populisti. È un mix di militanza sinistra, di parole d’ordine della destra populista e di una flessibilità inciucista e truffaldina. Continua a leggere

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Adolf Grillo

di Gerardo Verolino –

C’è un signore che sostiene non di essere Hitler. Ma di essere “oltre Hitler”. Un signore sul cui blog si possono leggere frasi di questo tipo: “Fosse per me prenderei a cannonate Israele da mattina a sera e gli farei rimpiangere i metodi usati dallo zio Adolf”. E ancora: “Hitler era sicuramente un pazzo malato, ma la sua idea di eliminare gli ebrei era per eliminare la loro dittatura finanziaria”. Questo signore si chiama Beppe Grillo e il blog, infestato di commenti razzisti e anti-semiti, è il suo. Inoltre è il garante, nonché il fondatore e l’ideologo, del Movimento Cinquestelle, il primo partito d’Italia che rischia di entrare addirittura al governo dalla porta principale, con DI Maio a Palazzo Chigi. Continua a leggere

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Salvati da Salvini

di Gerardo Verolino -

 Bisogna comunque esser grati alla generosità di Silvio Berlusconi se, a 82 anni e con la possibilità reale che avrebbe avuto di fregarsene altamente di tutto rintanandosi nel suo impero-harem-mondo dei balocchi di Arcore, si è immolato in una campagna elettorale (proprio come fece trent’anni fa quando la gioiosa macchina da guerra occhettiana era pronta a festeggiare la sicura vittoria) che ha consentito a Forza Italia di raggiungere il 15 per cento circa che, sommati ai voti delle altre compagini di centro-destra, ha garantito ancora uno scampolo di dialettica democratica nel nostro Paese. Continua a leggere

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Il futuro non esiste

di Franz Krauspenhaar

Lo chiamano mood. Il mio è spesso nostalgico, specialmente di quello che non ho vissuto. Mi sarebbe piaciuto fare il viaggio di Tognazzi ne La voglia matta del 1962, e poi incontrare i giovani sulla spiaggia ma senza essere preso così marcatamente per i fondelli, magari riuscendo a imbastire una storiella con Catherine Spaak. Continua a leggere