Archivio dell'autore: Redazione

12583675_10207374662078052_2120478912_n-624x911

E qui casca l‘asina…

 di Gianpaolo Santoro

Comincio a credere che Matteo Renzi abbia selezionato la sua classe dirigente facendo le primarie dei cialtroni. E dei bugiardi. Forse a sua immagine e somiglianza. Dopo la rossa che ci tiene a farsi chiamare ministra, ci mancherebbe, ma che non ci tiene a falsificare il suo curriculum, ecco la sagace Madia, secondo qualcuno “la più sprovveduta che ci sia….” La ministra prediletta di casa Napolitano dopo essersi incazzata ed aver minacciato querele è stata colta di nuovo con le mani nella marmellata. E ora anche chi l’ha difesa a spada tratta ha fatto un bel passo indietro, come l’Imt di Lucca che ha deciso di aprire una “procedura istruttoria ufficiale sul caso”. Continua a leggere

13459766_10208502645716938_1023975272_n

Il sindaco napulegno

di Pierpaolo Pinhas Punturello

Esiste il napoletano ed esiste il napulegno. Al napoletano appartengono la capacità poetica, l’estro partenopeo, l’ingegno, la fantasia e il cuore grande. Al napulegno appartengono la retorica piccolo borghese, la cultura della minima e spicciola sopravvivenza, la logica di casta, il cuore anaffettivo. Il napoletano ha radici ed ali, sa vivere nella sua città, così come altrove e porta dentro di sé gli orizzonti internazionali della sua città, ne conosce la lingua dialettale e sa essere figlio di Partenope ovunque nel mondo, rendendo Napoli fiera di lui ovunque egli vada.Il napulegno vive a Napoli e vive nel mondo con la logica di un’appartenenza tribale, parla il dialetto ma non lo usa come lingua, non è figlio di Partenope ma figliastro e non è un elemento di orgoglio internazionale, quanto piuttosto un elemento di sospiri, se non di vergogna. Continua a leggere

il-clan-e-la-storia-della-dinastia-al-potere-a-Damasco

Il clan Assad, terrore e potere

di Akil Marceau

La tragedia della Siria dura da sei anni e ormai fa parte della nostra dieta quotidiana globale. Non passa giorno senza che i mass-media internazionali ci ricordano di questa guerra e dei suoi orrori, da ultimo l’attacco con armi chimiche contro i civili a Idlib. Più di 320.000 persone sono state uccise, in questi anni di guerra civile, metà della popolazione è sfollata dalle proprie città o profuga fuori dal paese. Continua a leggere

20937_orig

Tre volte Napoli

di Valerio Caprara

Di cine-napoletanità, è noto, si può anche morire (e raccogliere le briciole del botteghino). La vena dei talenti autoctoni e i riflessi della quotidianità romanzesca fanno credere che a uno sceneggiatore o a un regista basti mettere la mano fuori dalla finestra per acchiappare storie e personaggi da inscatolare in contenitori filmici qualsiasi; e se poi succede che il prodotto sia impresentabile, si può sempre darne la colpa ai nemici del Nord o ai sicari interni dello #sputtananapoli. Continua a leggere

mattar ella-693556

Il nuovo miracolo italiano

di Emiddio Novi

Nel 2016 abbiamo esportato per un valore di 417 miliardi di euro. Esportiamo più di quanto importiamo. Tanto è vero che la bilancia commerciale nel 2016 ha registrato un attivo di 51,5 miliardi. E siamo un Paese privo di materie prime. Se non fosse stato per la crisi dell’edilizia e quella delle banche il Pil sarebbe andato molto meglio. Nel mondo occupiamo i primi posti nell’agroalimentare, nel turismo e nell’industria manifatturiera. Continua a leggere

91ae30c3696924bd5c2d4de1898ea018_169_l

Pedalare per la vita

di Gianpaolo Santoro

“Oh, quanta strada nei miei sandali; quanta ne avrà fatta Bartali; quel naso triste come una salita, quegli occhi allegri da italiano in gita…” cantava così  quel poeta che è Paolo Conte rievocando le gesta di un campione che è stato più di un campione: Gino Bartali. L’uomo che pedalando e pedalando ancora come scrisse il cantore Gianni Brera  “venne additato come salvatore della patria perché il giorno in cui spararono a Togliatti la gente accorse ad ascoltare la radio anziché assaltare le prefetture…” Continua a leggere

xs

Renzi e De Magistris, “i ladri di Napoli”

di Paolo Isotta

In esordio, una premessa. Oggi si abusa dell’aggettivo “populista”. Il “populismo” è un movimento politico preciso con proprie caratteristiche il quale ha, per esempio, portato nella Russia zarista all’abolizione della servitù della gleba. Salvini, Grillo, De Magistris (e, aggiungo io, in parte Berlusconi e Renzi), definiti sprezzantemente “populisti”, magari lo fossero! Sono invece “demagoghi”, giacché si rivolgono alla piazza sollecitandone gl’istinti, a volte bassi, a volte sacrosanti, ma sempre illudendola con promesse che non potranno mantenere mai e della illusorietà delle quali sono perfettamente consci. Continua a leggere

4stat o

Il tramonto del sol dell’avvenire

di Enrico Mentana

L’allarme risuona da tempo, ma ora la caduta sembra accelerarsi ogni volta. I partiti della sinistra europea sembrano seguire la parabola che porta al tramonto di quello che fu nelle speranze di tanti milioni di uomini e donne il sol dell’avvenire. Nelle recenti elezioni olandesi i socialisti hanno perso tre quarti dei seggi in parlamento, superati non solo da liberali, conservatori e destra populista, ma anche dai verdi, com’era già avvenuto alle presidenziali austriache. Continua a leggere

cq5dam.web.738.462

Più David che Golia

di Franz Krauspenhaar

Accorsi e Bruni Tedeschi e compagni sono tutti attori che recitano sempre nello stesso modo. Come faceva Horst Tappert di Derrick. Solo che il signore di Wuppertal Elberfeld, dove mio padre prese un diploma commerciale in tempi che non vi dico, fece lo stesso personaggio per 25 anni. Loro invece cambiano i personaggi, almeno apparentemente. È che il risultato non cambia. È il camaleonte il grandissimo attore. È Volonté’,  per intenderci. Anzi era. Ma che film ha vinto quest’anno? L’anno scorso vinse Lo chiamavano Jeeg robot. Ben girato, ma anche banale come un minghia che manga. Ridi, ma non vedi l’ora che finisca. Attori ottimi, bei movimenti di regia, citazioni a iosa, e fatte con estro; e poi? Un fumetto. Cercate piuttosto un film del presidente Giuliano Montaldo. Tipo Una bella grinta, 1965, con Renato Salvatori. Mi direte, altri tempi. Ma no, il tempo non esiste… Continua a leggere