Archivio dell'autore: Redazione

Crocetta Crocefisso
Il silenzio dei colpevoli

di Eduardo Palumbo

Sarebbe troppo facile in quest’ultima brutta storia siciliana citare Leonardo Sciascia ed i “professionisti dell’Antimafia”. Quella fotografia impietosa di trent’anni fa della Sicilia degli aranci e delle zagare dove il modo migliore per fare carriera in politica e in magistratura era usare l’antimafia come strumento di potere”, come mezzo per diventare potenti ed intoccabili. Continua a leggere

Bagnoli, cinque consigli
al Commissario che verrà

di Gerardo Mazziotti

La costituzione della BagnoliFutura nell’aprile 2002, dopo lo scioglimento della società Iri Bagnoli SpA, fu una sesquipedale sciocchezza. Scrissi nel mio “ Bagnoli, cronaca di un fallimento annunciato” del novembre 2003 che bisognava affidare la grande trasformazione urbana a un Commissario straordinario che avesse poteri decisionali anche sulle aree demaniali.

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Tsipras-Merkel, luna di fiele

di Eduardo Palumbo

La domanda è una ed una sola, quella posta con semplicità e chiarezza dal tedesco Wolfgang Münchau editorialista di punta del Financial Times, proprio quello che “distrusse” per primo l’operato del governo Monti. “Pensate davvero che un programma di riforme imposto con minacce politiche, che in più è stato appena bocciato da un referendum, possa funzionare?” Continua a leggere

Renzi, famiglie più ricche. Ecco perché…

di Giovanni Pasàn

Molti si sono indignati. Altri hanno chiuso la vicenda con un sorrisetto sarcastico.  Altri ancora, i fedelissimi dall’eterno torcicollo, hanno oscillato la testa come sempre in segno di consenso. In un suo intervento al termine del semestre di presidenza italiana al parlamento di Strasburgo Renzi con tono guasconesco affermò che le famiglie italiane da quando c’è lui si stanno arricchendo. Si proprio arricchendo. Un discorso che è diventato virale nei social network, una valanga di condivisioni, un’ampia collezione di improperi. Continua a leggere

Il cavallo di troika

di Eduardo Palumbo

Che ci crediate o no, questa volta il gelido, freddo, “finto” Europarlamento di Strasburgo, ha mostrato un’anima, un cuore. Lo schiaffo della piccola, residuale, viziata e scombinata Grecia allo strapotere dell’eurocrazia, ha suscitato un moto d’orgoglio, un riscatto, forse una speranza. Sia chiaro: non è che l’Europa istituzionale si sia convertita tutta sulla strada di Syriza, certo che no, ma vivaddio, una volta tanto la discussione verte per davvero su qualcosa di concreto, vitale, reale e non sul formaggio senza latte, sulla funzionalità degli orinatoi e la grandezza delle vongole. Continua a leggere