di Gerardo Verolino
E dunque un anno fa esplodeva il più grande fenomeno di massa contro qualcuno che si sia mai visto nella storia dell’umanità: la trumpfobia. L’odio per Trump è nato prima di Trump. Continua a leggere
di Gerardo Verolino
E dunque un anno fa esplodeva il più grande fenomeno di massa contro qualcuno che si sia mai visto nella storia dell’umanità: la trumpfobia. L’odio per Trump è nato prima di Trump. Continua a leggere
di Giovanni Cerro
Il negazionismo di sinistra non ha mai destato un’attenzione sistematica da parte della storiografia in quanto è stato in genere considerato un fenomeno minoritario, di fatto circoscrivibile all’Italia e alla Francia nel periodo compreso tra gli anni Sessanta e Ottanta e legato ad alcune frange radicali dotate di scarsa influenza sul dibattito politico. Il denso saggio Negazionismo a sinistra. Paradigmi dell’uso e dell’abuso dell’ideologia (Trieste, Asterios, 2017, pagine 174, euro 18) che ora Francesco Germinario, noto per le sue ricerche sulle fonti dell’antisemitismo europeo e sulla cultura politica dell’estrema destra, dedica al tema costituisce una preziosa eccezione in questo panorama, segnalandosi per acutezza interpretativa e lucidità di analisi. Continua a leggere
di Gerardo Verolino
Una notizia esplosiva è deflagrata, da alcuni giorni, su tutti i giornali del Mondo, rimbalzando da un capo all’altro suscitando indignazione e riprovazione. Si è scoperto che spesso l’uomo (ma potrebbe essere, anche, la donna, la questione non riguarda il “genere”) utilizza tutti i mezzi a disposizione, anche il potere, per conquistare, irretire, sedurre quante più ragazze, ma potrebbero essere ragazzi, possibilmente giovani e carine, gli è consentito. Continua a leggere
di Anita Sciarra
Napoli ha solo 60 giorni per evitare il suo fallimento. La Corte dei Conti campana – scrive Business Insider – ha fatto partire il conto alla rovescia che porta alla dichiarazione di dissesto dell’ente partenopeo perché del risanamento promesso dal sindaco Luigi De Magistris non si vede l’ombra. Continua a leggere
di Paolo Isotta –
Nel 1418 Poggio Bracciolini scopre nella biblioteca del monastero di San Gallo un codice contenente II poema della Natura di Lucrezio, miracolosamente sopravvissuto alla distruzione e alla condanna del silenzio che l’opera aveva subita a opera dell’appena trionfante Cristianesimo. Il De rerum natura espone la teoria atomica di Democrito ed Epicuro, nega la distinzione fra spirito e corpo, l’immortalità di corpi e anime e l’esistenza di Dio; e si diffonde nella cultura europea. Continua a leggere
di Adolfo Mollichelli
Guardiola batte Sarri, il maestro tiene a distanza l’allievo. Il pullover di cachemire ha ragione della tuta. Ed ora il cammino in Champions è tutto in salita. Continua a leggere
di Giovanni Sallusti –
Ebbene sì, mi costituisco davanti al tribunale dell’Inquisizione contemporanea, che come ha documentato nei giorni scorsi Libero è di stretta osservanza maomettana. Sono islamofobo, e lo rivendico. È l’orrore supremo, per la Cupola Intellettuale mappata su queste pagine, quella grande umma di scrittori, opinionisti, politici che va da Saviano a Buttafuoco, dalla Mogherini a Massimo Fini. Continua a leggere
di Emiddio Novi
Il primato delle città con più abitanti tocca al Bangladesh, al Pakistan, all’India, al Messico. Le megalopoli cinesi rispondono a una logica diversa. Non sono metastasi cancerogene come Calcutta, Nuova Delhi, Kinshasa. Fu la prima rivoluzione industriale a provocare una crescita esponenziale delle città. Manchester agli inizi dell’Ottocento era un borgo agricolo. Nel 1830 contava oltre trecentomila abitanti. I contadini deportati dalla espropriazioni degli usi civici alla pastorizia, al legname, alla coltivazione di sussistenza, furono costretti a lavorare 16 ore al giorno per salari di fame. Continua a leggere
C’è una lapide sulla facciata della Biblioteca di Archeologia e Storia dell’Arte a Via del Portico d’Ottavia, quasi di fronte alla Sinagoga. Ricorda che “qui ebbe inizio la spietata caccia agli ebrei”. Qui, in un’alba di 74 anni fa, si radunarono i camion e i soldati addetti alla “Judenoperation” nell’area del ghetto, dove ancora abitavano molti ebrei romani. Il centro della storia e della cultura ebraiche a Roma stava per vivere il suo giorno più atroce. Continua a leggere
di Gerardo Verolino
Tutto nasce da quella sera. Alle 19,30 del 30 Aprile 1993 vicino piazza Navona, quando Craxi esce dall’hotel Raphael e affronta la folla di giovani che gli lanciano di tutto, monetine, accendini, sputi. Il giorno prima, la Camera, aveva respinto la richiesta di autorizzazione a procedere nei suoi confronti e loro si sentivano in diritto di riversagli tutto il loro odio, mentre Craxi, che, essendo un uomo coraggioso, aveva preferito uscire dalla porta principale dell’albergo, e non, come consigliato dalla secondaria, per affrontarli, senza paura. “Lanciano rubli” è l’unica frase che gli si sentì dire mentre entrava in macchina. Continua a leggere