Archivio dell'autore: Redazione

Il cimitero degli elefanti
Ron, Al bano e Gigi D’Alessio

di Iolanda Siracusano

Meno uno. Soltanto un’altra serata e questo Sanremo possiamo finalmente consegnarlo alla memoria, imprigionarlo fra i ricordi. Siamo alla fine ormai, non ci mancherà, meglio così. Lento, ingessato, pesante, proprio come i due padroni di casa, Carlo Conti e Maria De Filippi che non hanno certo brillato per simpatia o eleganza, due crisantemi dalla città dei fiori. Senza infamia e senza lode, una festival camomilla, sbadigli e voglia di andare a letto. Senza emozioni. Ed è proprio questo il problema vero. Continua a leggere

Le mani su Expo

di Manuela d’Alessandro

Abbiamo trovato negli uffici del Comune di Milano le carte che giustificano gli affidamenti diretti a imprese beneficiarie dei fondi Expo per migliorare la giustizia milanese. Un  bel ‘tesoretto’ di diversi milioni di euro che è stato distribuito a fortunate aziende o enti scelti senza una gara, diremmo quasi “sulla fiducia”.   Continua a leggere

Migranti jihadisti
il silenzio della Germania

di Soeren Kern *

Secondo un reportage della televisione pubblica tedesca, i leader politici tedeschi e i funzionari della sicurezza nazionale sapevano che i jihadisti dello Stato islamico stavano entrando in Europa sotto le mentite spoglie di migranti ma hanno ripetutamente sottovalutato la minaccia, a quanto pare per evitare di alimentare sentimenti contrari all’immigrazione. Continua a leggere

La hot parade di Sanremo

di Iolanda Siracusano

Conquistato un italiano su due davanti al televisore al debutto (50,35  per cento di share, undici milioni trecentosettantaquattromila tele-sanremini) la strana coppia ha tirato un sospiro di sollievo. Il grosso dell’operazione del “Patto del telecomando” è andato, gli ascolti sono record, le casse sono piene, Sanremo è tutta fiori e lazzi, ci mancano i Frizzi ( c’erano però Brignano, Insigna e Cirilli) e nessuno se ne accorge. Continua a leggere

Amici, Sanremo. Da Radio Maria a Tele Maria

di Carlotta D’Amato e Iolanda Siracusano

L’hanno definito il festival di unità nazionale, Rai e Fininvest nel nome della non belligeranza, prima che arrivano i francesi, tanto Sanremo è sempre Sanremo, approfittiamo oggi domani chissà. Tutti a fare i conti in tasca a Conti, intanto la vecchia solfa della canzone nazionalpopolare giunta alla sessantasettesima edizione guadagna un milione e mezzo di euro a puntata, spira forte il vento del populismo, in onda il “Patto del telecomando”, meglio guadagnarci tutti, in un modo o nell’altro qualcosa no? Ed ecco allora il festival col valletto, t’amo pio Bova, il cane eroe che soppianta quelli che cantano da cani, Tenco che se potesse non toccherebbe Ferro, Diletta e di lotta del pallone, Ricky “Un, dos, tres, un pasito pa’delante, Maria..” col cucchiaio e, soprattutto, con l’altra Maria, la Sanguinaria, bianca, fredda con l’unico timore che si vedano le mutande, calcare anche il palcoscenico della città dei fiori, con suoi Amici fra i baby concorrenti e gli Uomini & Donne del pentagramma (anche se radiofestival ha rivelato che  sventola soprattutto l’arcobaleno) “spupazzarsi” dietro le quinte. Manca c’è Posta per te, ma non è detto siamo solo all’inizio. Da Radiomaria a Telemaria. La  messa è cominciata, andate in pace… La storia della serata, la raccontano Carlotta D’Amato e Iolanda Siracusano. Sipario. (g.p.s) Continua a leggere

Mani vuote

di Manuela d’Alessandro

Il dato nitido è che l’aula magna è vuota come neppure al più tremendo dei corsi di formazione professionale (c’è da dire che qui crediti non ne sono previsti). L’unico magistrato in aula, spettatore di se stesso, è uno dei relatori, Pier Camillo Davigo, attorno al quale cresce e poi si smorza una polemica su una presunta diserzione dell’Ordine degli Avvocati milanesi motivata dalla sua presenza di “ospite sgradito”. Continua a leggere

L’Iran nel mirino di Trump

di Fiamma Nirenstein

II Medio Oriente, strapazzato dalla politica di Obama, subisce adesso l’accelerata ripresa di una rocciosa strada cui Trump si avvia con due gesti divaricati: una vigorosa messa in guardia alla Repubblica Islamica dell’Iran, accompagnata da sanzioni impellenti. E una avviso a Israele: «attenzione» ha detto Spycer, il portavoce, «noi non pensiamo che l’esistenza degli insediamenti sia un impedimento alla pace come diceva Obama, ma riteniamo che costruire nuovi insediamenti possa non essere di aiuto». Continua a leggere