Archivio dell'autore: Redazione

Se Expo deve nutrire il Pianeta
moriremo tutti di fame

 Mangiare negli stand di Expo? Un lusso per pochi. Altro che nutrire il Pianeta, ci sono prezzi da ristoranti del centro. Superiamo il non indifferente costo del biglietto (39 euro quello standard) e diamo uno sguardo ai prezzi. Quattordici  euro per un piatto di pasta, una bottiglia di vino bianco 17 euro, per un menù completo churrascaria ci vogliono 45 euro. Per un’insalata di manzo con cetrioli e champignon e cipolla bielorussa si devono mettere in conto 14 euro, per un arroz de marisco nello spazio dell’Angola 16. Per degustare il prosciutto iberico seduti si pagano 35 euro, 12 per una tortilla (tre fettine) di patate 12. Una paella, invece, costa 16 euro. Dieci euro per toast e bibita. Il Pianeta continuerà a morire di fame Continua a leggere

Benvenuto Expo
La truffa del pomodoro

di Franco Meda

Nel giorno dell’Expo “Nutrire il pianeta, energie per la vita”, il più grande evento mai realizzato sull’alimentazione e la nutrizione, scopriamo che una eccellenza delle nostre eccellenze il “pomo d’oro” dei pomodori, il celeberrimo San Marzano ( “scegli il meglio, scegli San Marzano” ) di origine protetta emblema della buona cucina italiana nel mondo, secondo una inchiesta de “Il Giornale” (ma di cui aveva già il quotidiano inglese Guardian alcuni mesi fa) potrebbe essere contraffatto. Continua a leggere

La Lotteria della vita
Andreghetti batte il suo Mack Grace

di Gaetano Borrelli

Il Lotteria numero sessantasei è stata una questione di cuore. Roby Andreghetti contro Mack Grace Sm, la coppia che aveva vinto le ultime tre edizioni. Le loro strade si sono divise, anche l’ippica non ha sempre una sua logica. E così si sono ritrovati in finale, separati in casa sulla pista di Agnano. Ha vinto Andreghetti pilotando Vincennes , una svedese di Francia, senza infamia e senza lode, battendo proprio Mack Grace Sm, onesto secondo. Continua a leggere

La riforma dei crisantemi

di Eduardo Palumbo

“Sii  cauto nel parlare, perché tu non abbia a vergognarti se le tue azioni  non fossero state poi all’altezza dei discorsi.” Chissà, forse se Matteo Renzi avesse dato uno sguardo a Confucio, o se preferite Maestro Kong, il fondatore della Scuola Ru del pensiero cinese, il filosofo delle  primavere e degli autunni, probabilmente si sarebbe risparmiato, qualche promessa e qualche proclama.

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I Matteolecchini

Una volta ghostwriter, spin doctor, portavoce, consulenti di comunicazione e di immagine. Incarichi di prestigio ed anche molto remunerativi. Prendete il caso di Filippo Sensi (su Twitter conosciuto col nickname Nomfup),il capo dell’ufficio stampa e curatore dei social network di Matteo Renzi che ha un contratto di poco meno di 170mila euro lordi: oltre 91mila euro di “trattamento economico fondamentale”, quasi 60mila euro di “retribuzione di posizione variabile” e oltre 18mila euro di “indennità di collaborazione”. Insomma a conti fatti più dello stipendio dello stesso Renzi. Ma ora nella galassia dei giornalisti che lavorano e collaborano con i politici, è esplosa una nuova figura professionale, i “lecchini”. Oddio, mica sono nati ora, solo che mai come in questi tempi il loro ruolo è così evidente ed acclarato. Sono i difensori d’ufficio, giornalisti sguinzagliati nelle maggiori testate, quelli che hanno più o meno una poltrona fissa nei talk show politici E ora che c’è aria di walzer delle poltrone (Rai, Corriere della Sera, La Sampa, Il Sole 24 ore) i lecchini che si arruolano alla fede del renzismo crescono a dismisura. Ormai ci sono posti in piedi. Continua a leggere