Archivio della categoria: Copertina

Il mostro Asia Frank

di Gerardo Verolino

Il flusso delle notizie, oggi, è un magma indistinto che mescola dentro  ogni cosa. Per uno strano caso, nel calderone, va a finire, come in una maionese impazzita, tutto e il contrario di tutto. Il bene e il male. Il giusto e l’ingiusto. La vittima e il carnefice creando un cortocircuito di notizie, immagini, parole, dove non si comprende più chi sia nel torto e chi nella ragione. Chi sia il buono o il cattivo. E confondendo, non poco, le idee del lettore o  dello spettatore anche più avveduto. Vediamo la storia, ad esempio, di Asia Argento. Continua a leggere

Scuffia Scuffet, e il Napoli va

di Adolfo Mollichelli

Di nuovo lassù. Spalletti che canta amico war non sarà contento, E’ il calcio bellezza. Che a volte ha aspetti comici. Ma sì, ridere fa bene alla salute. Come il rigore provocato da Angella su Maggio che è stato un incrocio di sgambetti. Come la parata goffa di Scuffet sull’esecuzione floscia di Jorginho. E però, il brasiliano-italiano stando a Napoli ha imparato l’arte di arrangiarsi e allora ha tramutato in gol l’assist del portiere udinese, lento come una lumaca.

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Certezze in bilico

di Adolfo Mollichelli

L’Europa che conta ha detto che le certezze riflesse nel campionato appartengono soltanto al Napoli. Perché è stata l’unica a vincere. Mentre la Juve ha continuato a soffrire anche se ha rischiato di battere il Barcellona nel finale. La Roma, forse troppo impettita (lassatece passà, semo romani), è franata nel catino del Wanda (la signora Icardi non c’entra) Metropolitano, infilata dal biondo Griezmann che reclamizza una lama da barba. Nell’Europa cosiddetta minore, è stata grande Italia con Milan, Lazio e soprattutto Atalanta, prima delle nostre squadre a vincere al Goodison Park che è la casa dell’Everton. Liverpool oh cara.   Continua a leggere

Il pregiudizio & la terrorista

di Pierluigi Battista –

Che poi, perché accogliere con tanto entusiasmo una militante diventata famosa per aver dirottato aerei come arma letale di lotta politica per distruggere lo Stato di Israele, insomma una terrorista ancora convinta delle sue scelte? Perché, come ha fatto il sindaco di Napoli e come ha fatto il Parlamento europeo e altre istituzioni che saranno incontrate in un tour promozionale, celebrare le gesta di Leila Khaled, che nemmeno due mesi fa ha legittimato l’assassinio di tre cittadini israeliani come guerra santa contro l’odiato «sionismo»? Continua a leggere

Il petisso e l’omaccione, la favola è finita

di Adolfo Mollichelli

Et voilà, la ripresa del campionato, la prima dopo il flop nazional popolare – la figuraccia internazionale rimediata contro i figli dell’Ikea – rilancia le legittime ambizioni del Napoli che stende il Milan cinese farlocco in quanto zeppo di italiani (vorrà dire qualcosa?). Avrebbe voluto volare sul San Paolo, l’aeroplanino, Come quelli che una volta pubblicizzavano o minacciavano.

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La sventura del calcio stravecchio

di Adolfo Mollichelli

La farsa dopo la tragedia sportiva. L’omino caccia l’omaccione. L’omino ha ragionato pro domo sua. Non per niente è ragioniere. L’omaccione s’era rifugiato in casa dei suoceri che l’hanno consolato con un piatto di strescineti. Lui ha promesso: cara mamma e caro papà, con il milioncino (di euro) che avrò dal vecchio Ta vi porto in Svezia per il Natale. E pare che De Laurentiis ci giri un film: sVentura di Natale. Uscirà il milioncino, il ragioniere ha fatto di conti e se dovesse mancare qualche centinaio di migliaia di euro ricorrerà ai compaesani di Ponte Lambro non troppo lontano da quel ramo del lago di Como che volge a mezzogiorno tra due catene non interrotte di monti.  Continua a leggere

Svezia in Russia, Ventura in Siberia

di Adolfo Mollichelli

L’omone che sbuffa e l’omino delle banane. Chissà dove sono, che cosa staranno facendo. Che cosa staranno pensando, sarebbe pretendere troppo. Mentre i figli di Ikea, pippe stratosferiche, festeggiano e pare che siano decisi a mandare dalle nostre parti pezzi di legno in meno e vitarelle spanate. Viva il mondiale a 32 squadre e senza la nazionale quattro volte campione del mondo, sessant’anni dopo. Continua a leggere

Peggio di una gita all’Ikea…

di Adolfo Mollichelli

L’andata è andata male. Si perde in Svezia col peggiore risultato possibile. Un tempo c’era la Giovine Italia. Ora c’è solo la povera Italia. In campo e fuori campo. I figliocci di Larsson ci hanno scritto uno di quei gialli magistrali. Titolo: il ct che odia gli uomini (migliori).

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Figuraccia. Senza se e senza ma. Il gioco duro? Un alibi. S’è picchiato di qua e di là, il giusto. E poi è quando il gioco si fa duro che i duri scendono in campo. Va be’, si fa per dire. Il venturismo è una singolare corrente di pensiero.

Prevede la disposizione dei giocatori come le stecche del calciobalilla. Tutti in riga. Schiacciati sulla mediana dell’avversario. Ci vorrebbe almeno uno che sappia giocare la “mezza palla” ma non c’è.

Adolfo Mollichelli

Adolfo Mollichelli

Gli azzurri di oggi sono scarsini. I talenti sono rari. E quei pochi che ci sono devono aspettare. Devono crescere, dicono. In Spagna, se hai anni verdi e sei bravo, giochi. Vedi Asensio, ultimo esempio. Noi abbiamo (avremmo) Insigne e Bernardeschi. Ma devono crescere. Una volta si diceva: sì, la coda. Ne ho viste tante di Nazionali, ma povera come questa mai.

Soccer WCup 2018 Sweden Italy

Si dice che ‘o pesce fete d’a capa. Motto santo. Inadeguato il (Ta)vecchio grande capo. Modesto, sbuffante e gigionesco il capitano di ventura. Un tempo si criticavano Mazzola e Rivera, Baggio e Del Piero, Riva e Boninsegna. Bestemmie.

Ora abbiamo un giovane ingobbito che è centravanti e un torello che è centravanti.

Il capitano di ventura si ostina a schierarli insieme. Risultato: schieri due e rende uno. Se va bene. Si neutralizzano a vicenda.

Soccer WCup 2018 Sweden Italy

Il meno peggiore è stato Darmian: alcuni buoni cross e un lampo sul palo. Candreva, da piccolo (ora non so) andava spesso al luna park. Era bravo a colpire con la palla gli orsacchiotti in movimento. Il gioco gli è rimasto dentro. E così, ora che è cresciuto continua a colpire gli avversari con il pallone.

Notato Immobile per una finezza linguistica. Insomma, ha accusato la mamma di uno svedese – che immagino biondissima – di avere una passione per gli orali (non gli scritti).

Tardivo l’ingresso di Insigne perché la vaporiera sbuffante non sapeva dove metterlo e chiedeva lumi ai secondi e capirete se lui è il primo…

Soccer WCup 2018 Sweden Italy

Verratti nel gioco alla ventura diventa più normale di quello che è. Non chiedetemi se vale tanto perché potrei nel mio piccolo incazzarmi.

Poi, abbiamo un altro muscolare a centrocampo che ha nome fasullo. Direste mai: parolo d’onore? Quanto a De Rossi, lo vedrei bene con il saio addosso, sempre più somigliante a frate Leone.

Soccer WCup 2018 Sweden Italy

La BBC è vecchia e logora, ha resistito tra spintoni e sceneggiate varie. La BBC non è la Rai ma neppure la difesa di ferro di una volta.

Se decidi di ricorrere ad Eder, lo devi far giocare o largo o tra le linee. Altrimenti lo perdi.

Aspettando il ritorno, lunedì a Milano, e confidando in Sant’Ambrogio mi viene in mente il barone Liedholm che diceva: io metto sempre perfettamente in campo le mie squadre, poi l’arbitro fischia e i giocatori si muovono!