di Adolfo Mollichelli
Dimenticata Udine, furore sul Verona. A meno 6 fa freddino ma era obbligatorio tornarci dopo lo scatto della Juve a Milano. La corsa continua perché i numeri consentono ancora barlumi di speranza Continua a leggere
di Adolfo Mollichelli
Dimenticata Udine, furore sul Verona. A meno 6 fa freddino ma era obbligatorio tornarci dopo lo scatto della Juve a Milano. La corsa continua perché i numeri consentono ancora barlumi di speranza Continua a leggere
di Adolfo Mollichelli
Tutti i nomi è uno dei capolavori di Saramago. Titolo d’attualità che rende l’idea di quanto sia difficile la ricerca di colui che dovrà sostituire alla guida della Nazionale, dopo gli Europei, il fuggitivo ct Antonio Conte stufo di stare in garage, in crisi di astinenza (gli manca il profumo dell’erba), in odore di condanna a Cremona (inchiesta sul calcio scommesse) Continua a leggere
di Adolfo Mollichelli
Tutti i nomi è uno dei capolavori di Saramago. Titolo d’attualità che rende l’idea di quanto sia difficile la ricerca di colui che dovrà sostituire alla guida della Nazionale, dopo gli Europei, il fuggitivo ct Antonio Conte stufo di stare in garage, in crisi di astinenza (gli manca il profumo dell’erba), in odore di condanna a Cremona (inchiesta sul calcio scommesse) Continua a leggere
di Adolfo Mollichelli
Si ferma a Udine. Frana. Precipita come un drone malandato. Nella colorata Dacia Arena c’è un azzurro sbiadito. I bianconeri furlani strapazzano il Napoli che non c’era. E forse consegnano lo scudetto ai bianconeri piemontardi Continua a leggere
di Adolfo Mollichelli
Chiedetemi chi era Johan Cruijff. Potrei darvi numerose risposte. Il profeta del gol come lo definì Sandro Ciotti. Il Pelé bianco come lo definì Gianni Brera. E mi viene da dire che Pelé è stato il Cruijff nero. Oppure il drone che non c’era ancora. Perché “filmava” il gioco come se lo vedesse dall’alto. O anche l’espressione più sublime di un fuoriclasse unico al servizio del calcio totale. O il Nureyev con scarpette bullonate. Perché si muoveva con grazia e raffinatezza estreme, ogni sua giocata era un passo di danza Continua a leggere
di Adolfo Mollichelli
Sempre a meno tre ma non fa freddo, anzi. Si resta incollati alla Juve. Resta intatto il grande sogno. Con un Higuain semplicemente stellare tutto è possibile. Napoli già sugli scudi. Mai prima d’ora aveva raggiunto quota 67 punti e messo insieme 20 vittorie, ad otto giornate dalla fine
di Adolfo Mollichelli
Missione compiuta. Resta a meno tre dalla vetta. Vittoria di rigore, lo realizza Higuain al ventisettesimo centro e sempre più re dei bomber, il girovita rotondetto evidentemente aiuta Continua a leggere
di Adolfo Mollichelli
Torna a vincere. Dimostra che è più vivo che mai. Manda un messaggio chiaro alle altre condomine della villetta a tre piani dove si sogna lo scudetto. Higuain sempre più pichichi di casa nostra Continua a leggere
di Adolfo Mollichelli
Sull’Arno d’argento brilla il firmamento di Tatarusanu. Napoli che non sa più vincere. Dopo il Carpi diem, più nulla. Il distacco dalla Juve sale a tre punti. Buono, comunque, il pari conquistato al cospetto di una Fiorentina bella e sciupona: due legni colpiti da Kalinic e Tello con Reina fuori causa
di Adolfo Mollichelli
Bologna la dotta, la squadra guidata da Donadoni, aveva spianato la strada al Napoli per il controsorpasso. Niente da fare, il Milan conquista un punto al San Paolo, impresa riuscita soltanto a Sampdoria e Roma, e la Juve resta su di un punticino Continua a leggere