Archivio mensile:Ottobre 2015

Poteri forti. Poteri storti. Poteri morti

 di Gerardo Mazziotti

C’è chi ipotizza l’esistenza di un sistema di comando che genericamente viene denominato Poteri Forti. Un organismo situato al di fuori e al di sopra della democrazia. Subito vengono in mente alcune celebri organizzazioni mondiali avvolte dall’alone del mistero non per i componenti (tutti potentissimi e appartenenti ad una Super Casta) ma per quello che davvero fanno. Si ripetono i nomi di Buildenberg e della Trilateral Commission. Si riuniscono periodicamente ma non trapela mai nulla. Mistero. In Italia abbiamo conosciuto la P2, loggia massonica che operava nella massima riservatezza con liste di affiliati che nessuno conosceva. Segreti, complotti, interessi sconosciuti: i politici ad ogni fallimento incolpano i fantomatici poteri forti, ma nessuno dice apertamente che cosa siano. Un alibi buono per tutte le stagioni. Nessuno fa nomi e cognomi, nessuno dice quali siano, chi siano. Poteri forti, poteri storti, poteri morti: ha twittato Ferrucio De Bortoli, ex direttore del Corriere della Sera, disarcionato perché poco renziano. Chissà. Una riflessione di Gerardo Mazziotti.  
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Il magna magna di Matteo

 di Marco Travaglio e Davide Vecchi 

 Quanto spendeva Renzi in cene ” di rappresentanza” da presidente della Provincia e poi da sindaco di Firenze? Al confronto, Marino è un dilettante col braccino corto. Matteo il Magnifico faceva le cose in grande. Nel quinquennio alla Provincia (2004-2009), spese con la Visa dell’ente pubblico, cioè a carico dei contribuenti, la bellezza di 1 milione di euro, di cui 70 mila in tre anni per trasferte negli Stati Uniti (anche lui) e 600 mila in ristoranti, anche a botte di mille -duemila euro, per pranzi e cene giustificati (si fa per dire) con ricevute molto generiche e anche comiche: la scritta “pasto unico” sotto conti da 1.855, 1.300 e 1.050 euro è roba da Pantagruel. Continua a leggere

Camera alta mai cosi bassa

 di Ottorino Gurgo

I dibattiti parlamentari sui temi istituzionali hanno tradizionalmente avuto un alto livello di qualità. E’ stato in questi dibattiti che senatori e deputati hanno quasi sempre dato il meglio di sé. Ma se guardiamo al modo in cui si è svolto, a Palazzo Madama, il dibattito sulla riforma del Senato, non possiamo non prendere atto che anche questa tradizione è stata, purtroppo, infranta. Continua a leggere

Anche i sacerdoti ricchioni
hanno l’obbligo della castità

 “Il termine “gay” mi pare un eufemismo piccolo-borghese. Quelli che si definiscono così si offendono e, o, scandalizzano se io dico “noi ricchioni”. La Chiesa ha bisogno degli omosessuali, comunità che comprende in sé, oltre persone normalissime sul piano psichico ed emotivo, persino uomini di una spiritualità immensa, di una cultura abissale e di una enorme creatività artistica. La lobby gay “non esiste”. Tra noi recchie ci becchiamo come polli. Monsignor Charamsa, comunque, credo che vada sospeso a divinis se non recede dal suo atteggiamento assurdo: i sacerdoti hanno l’obbligo della castità avendo sposato Cristo.” Paolo Isotta, come sempre, ha le idee chiare. Chiarissime. Continua a leggere

Il sindaco pinocchio se ne va

 di Eduardo Palumbo

Se ne è andato. O meglio l’hanno cacciato. Roma non ha più un sindaco. Ammesso che l’abbia mai davvero avuto. Marino si è dimesso. Sempre più isolato, abbandonato anche da Orfini e dal Pd romano, che ha minacciato una mozione di sfiducia, non poteva fare altro. Il tutore, la nuova giunta, i senatori di supporto, un bel pezzo di partito che si è tappato gli occhi e turato il naso: non è servito a nulla. E soprattutto la città ridotta ad una gruviera, sporca, brutta e cattiva. Ed i romani che ormai non lo volevano neanche più sentire nemmeno nominare. E’ la fine dell’impero del marziano travolto dalle sue stesse bugie. Una fine ingloriosa. Un Paese serio avrebbe commissariato il comune di Roma. Continua a leggere